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Srl e spa, sindaci sempre più soli

di Alessandro Felicioni 

Il sindaco unico oberato di responsabilità: il nuovo assetto dell'organo di controllo nelle srl (e, in certi casi, anche nelle spa) previsto dal decreto semplificazioni, lascia solo il professionista eventualmente incaricato di accollarsi l'intero onere di provvedere al controllo legale e contabile della società; così, alle responsabilità classiche della funzione, l'aggravio delle ipotesi di responsabilità di natura fiscale e penale societaria finiscono per rendere del tutto impraticabile la gestione monocratica del ruolo imposto dalla legge.

Come noto, la disciplina dell'organo di controllo nelle srl era stata riformulata di recente dalla legge di stabilità per il 2012 (L. 183/2011), con la quale erano state introdotte rilevanti modificazioni relativamente alla sua composizione. In particolare veniva introdotta la figura del sindaco unico, ossia la possibilità di ricoprire ad un unico soggetto. Le novità, in vigore a partire dal primo gennaio 2012, hanno, di fatto riscritto l'articolo 2477 c.c., il quale, al co. 1, reca la previsione circa la possibilità di contemplare in sede di atto costitutivo la nomina di un unico sindaco o di un revisore, di cui verranno determinate competenze e poteri. Spirito della modifica è l'introduzione, finalizzata anche a ridurre gli oneri per le società, di una dimensione monocratica dell'organo di controllo, fino a oggi presente nella disciplina positiva esclusivamente nella forma pluripersonale, mantenendone inalterate tutte le caratteristiche e le prerogative.

Ora il decreto semplificazioni rimette mano alle recenti modifiche anche a seguito degli interventi critici degli operatori e delle associazioni di categoria per ridisegnare, in maniera più chiara e netta, le fattispecie nelle quali sia possibile affidarsi al sindaco unico in luogo dell'organo collegiale.

Gli artt. 2403 e 2407 c.c. delineano i profili della responsabilità civile del collegio sindacale, il primo delimita l'oggetto del controllo distinguendo il controllo di legittimità dal controllo contabile. Il secondo introducendo concetti di professionalità e diligenza richiesta dalla natura dell'incarico pone un correttivo sul piano soggettivo nell'esercizio dei poteri/doveri: è quindi necessaria la colpa o il dolo per affermare la responsabilità.

A tali responsabilità, però, il legislatore ne ha aggiunte, di volta in volta, altre.

In campo fiscale le dichiarazioni delle società sottoposte a controllo contabile per disposizioni del codice civile o di leggi speciali devono essere sottoscritte anche dai soggetti che sottoscrivono la relazione dei revisori ossia collegio sindacale laddove rivesta anche funzione di revisione contabile. Con l'art. 1, commi da 92 a 94 della legge n. 244/2007 (finanziaria per il 2008) è stata introdotta in capo a tutti i revisori contabili una specifica sanzione commisurata ai relativi compensi annuali. L'art. 9, comma 5 del dlgs n. 471/1997 prevede, nella sua attuale formulazione, che: «I soggetti tenuti alla sottoscrizione della dichiarazione dei redditi e ai fini dell'Imposta regionale sulle attività produttive (Irap), che nella relazione di revisione omettono, ricorrendone i presupposti, di esprimere i giudizi prescritti dall'articolo 2409-ter, terzo comma, del codice civile, sono puniti, qualora da tali omissioni derivino infedeltà nella dichiarazione dei redditi o ai fini dell'Irap, con la sanzione amministrativa fino al 30% del compenso contrattuale relativo all'attività di redazione della relazione di revisione e, comunque, non superiore all'imposta effettivamente accertata a carico del contribuente. In caso di mancata sottoscrizione della dichiarazione dei redditi o ai fini dell'Irap si applica, oltre alla disposizione del precedente periodo, la sanzione amministrativa da euro 258 a euro 2.065».

Quindi se il revisore esprime un giudizio positivo senza rilievi in merito al bilancio da cui invece scaturisse una evasione d'imposta Ires o Irap in capo alla società, sull'organo di revisione contabile è prevista una sanzione fino al 30% del compenso annuale spettante al revisore stesso, stabilito per la formulazione della relazione al bilancio.

Inoltre mentre anteriormente alla legge n. 244/2007 la mancata sottoscrizione della dichiarazione era oggetto di sanzione solo nel caso in cui tale comportamento non fosse determinato da un giustificato motivo, a partire dal 2008 in ogni caso, la dichiarazione priva della sottoscrizione dell'organo di controllo è valida, ma si applicano le sanzioni previste. Per altri aspetti, la legge 12 novembre 2011 n. 183 (Legge di stabilità 2012), all'art 14, dispone l'inserimento di un comma 4-bis nell'art. 6 del dlgs 231/2001, con decorrenza 1 gennaio 2012, che recita: 4-bis. Nelle società di capitali il collegio sindacale, il consiglio di sorveglianza e il comitato per il controllo della gestione possono svolgere le funzioni dell'organismo di vigilanza di cui al comma 1, lettera b).

L'organo di controllo è chiamato quindi in causa anche nella corretta osservanza delle disposizioni relative alla responsabilità amministrativa delle società per i reati commessi dai propri soggetti apicali.

Ora è chiaro che l'apertura verso il sindaco unico deve fare i conti soprattutto con queste e altre nuove responsabilità e mansioni affidate all'organo di controllo. Di modo che ben difficilmente un soggetto singolo potrebbe mantenere sotto controllo l'intera situazione societaria a 360 gradi, con rischi per se stesso e per la stessa società.

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