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Srl, corsa all’adeguamento di statuti e assetti organizzativi

Nessuna impresa è esclusa dalle nuove modifiche apportate dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Ccii), introdotto dal dlgs 12 gennaio 2019, n. 14, cosicché dal 16 marzo 2019 tutte le società a responsabilità limitata dovranno adeguare i loro statuti e implementare gli assetti organizzativi e di controllo interni, verificando anche se vengono superati i parametri che rendono obbligatoria la nomina dell’organo di controllo: collegio sindacale, sindaco unico o revisore.Iniziamo con ordine: l’art. 389 del Ccii prevede che le modifiche del codice civile entreranno in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione del dlgs in Gazzetta Ufficiale, avvenuta il 14 febbraio (G.U. n. 38 s.o. n.6), mentre le nuove procedure concorsuali e gli istituti di allerta entreranno in vigore 18 mesi dopo la pubblicazione. Dunque, già il prossimo 16 marzo parte la corsa per verificare: 1) se gli statuti delle società a responsabilità limitata siano conformi al nuovo dettato normativo e non richiedano alcuna modifica; 2) oppure se, in caso di non conformità delle clausole statutarie alla legge, provvedere alla convocazione delle assemblee dei soci dinnanzi al notaio per l’adeguamento o anche solo implementazione degli statuti; 3) se esistano o si verifichino all’approvazione del bilancio 2018 i presupposti fissati dal nuovo testo dell’art. 2477 c.c. per la nomina obbligatoria dell’organo di controllo; 4) infine, se e quale modifica apportare allo statuto per rendere possibile la nomina di un controllore il più compatibile e adeguato alla dimensione, struttura dell’impresa e caratteristiche del proprietario-amministratore.

Quale organo di controllo nominare? La scelta dell’organo di controllo in una piccola srl non è cosa semplice almeno per tre elementi: 1) la scarsa predisposizione e attitudine della proprietà e dell’organo di governo di interloquire con dei controllori; 2) la difficoltà di svolgere in modo coerente e appropriato il controllo da parte del collegio sindacale o del revisore; 3) i costi derivanti dall’implementazione dei controlli obbligati per legge. A ciò si aggiunge, certamente, un quarto elemento esterno alle logiche dell’impresa che risiede nella disponibilità e attitudine dei professionisti che possono svolgere il ruolo di revisore-sindaco ad accettare incarichi con livelli di rischio significativi.

Come accennato, la riforma del codice civile a cura del Ccii prevede la possibilità di nominare alternativamente o il collegio sindacale, anche in versione monocratica, o il revisore. Due organi che hanno funzioni ben distinte.

Il primo ai sensi dell’art. 2403 c.c. deve vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione e in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento. Inoltre, quando previsto per legge che la società debba avere il controllo legale dei conti ai sensi dell’art. 2409 bis, il collegio sindacale o il sindaco unico esercitano anche tale attività. Il secondo organo (revisore), invece, è tenuto a svolgere la sola revisione legale ex art. 2409-bis c.c., a cui si vanno oggi ad aggiungere, dopo l’entrata in vigore del Ccii, gli obblighi previsti dall’art. 14 del codice stesso, i quali richiedono anche al revisore la vigilanza sull’assetto organizzativo per la tempestiva emersione della crisi.

Con il sorgere dell’obbligo di nomina dell’organo di controllo ai sensi dell’art. 2477 c.c., se la scelta dell’organo di controllo ricade sul collegio sindacale o sindaco unico è necessario che lo stesso organo svolga anche la revisione legale dei conti, quindi cumulando su di sé le attività e le responsabilità sia del controllo sostanziale della gestione nonché del rispetto dello statuto e della legge, sia il controllo contabile tipico del revisore.

Occorre, così, valutare, innanzitutto il quarto elemento sopra segnalato: il rischio significativo di svolgimento dell’attività di controllo nelle piccole srl.

Già solo per queste ragioni appare evidente che nelle piccole srl è più che opportuno nominare il revisore anziché il sindaco unico o il collegio sindacale (si veda l’articolo nella pagina seguente). La scelta tra sindaco unico e collegio sindacale inoltre è di per sé smarcata dall’eccessivo appesantimento di un organo collegiale in una piccola srl, magari sprovvista anche di un consiglio di amministrazione, e dall’aumento dei costi derivante dalla nomina di un organo collegiale formato da almeno tre soggetti.

Ma le ragioni che fanno optare per la nomina di un revisore anziché del sindaco unico sono ascrivibili certamente alle diverse attività e responsabilità che i due organi hanno e assumono con l’incarico.

Marcello Pollio

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