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Srl a 1, iscrizione con scasso

Per le Srl a 1 euro iscrizione con scasso. A quasi un mese dalla partenza effettiva delle nuove società previste dai dl nn. 1/2012 e 83/2012, le Srl semplificate e quelle a capitale ridotto hanno preso infatti in contropiede il sistema informatico del registro delle imprese. Tanto da rendere necessaria la forzatura del database, in attesa che l’anomalia sarà risolta. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, tutte le 105 camere di commercio italiane accettano le domande di iscrizione, ma al momento dell’immissione del capitale sociale inferiore alla soglia ordinaria dei 10 mila euro il computer inibisce l’inserimento del dato. Per ovviare all’inconveniente, il ministero dello sviluppo economico con la nota prot. 0170741 ha chiarito che l’operatore addetto deve richiedere lo «sblocco» della pratica caso per caso. Peraltro, come segnalato da Unioncamere, ciò renderà possibile anche monitorare più dettagliatamente l’entità del nuovo fenomeno delle Srls e delle Srlcr. Ad ogni modo, spiegano da Infocamere (la società informatica delle camere di commercio italiane), la procedura dovrebbe essere automatizzata a breve: entro tre settimane non sarà più necessario autorizzare «a mano» il capitale ridotto e pure le banche dati degli altri enti aderenti a ComUnica (Agenzia delle entrate, Inps e Inail) saranno adeguate. Ma c’è intanto chi, con riferimento alla semplificazione riservata dal governo ai nuovi imprenditori di età inferiore a 35 anni, esprime perplessità sulla reale convenienza di questi istituti. Srl a 1 euro? Forse sì, ma per avviarle ne servono 8 mila. Ad affermarlo sono i consulenti del lavoro, che attraverso la Fondazione Studi hanno diffuso un focus da cui emerge che, nonostante il risparmio connesso alle spese notarili, la costituzione di una Srls è ben più costosa. «È un flop», spiega senza mezzi termini Marina Calderone, presidente nazionale dei consulenti del lavoro, «una misura nata per incentivare l’imprenditoria giovanile ma che non sortirà alcun effetto positivo. La Srls non potrà materialmente andare a operare perché non riceverà credito dalle banche, non riceverà fiducia dal mercato, da quelli che sono i fornitori». Per ovviare a tale rischio, con il decreto crescita il governo ha previsto la stipula di un’apposita convenzione tra Mef e Abi per la concessione di credito agevolato alle nuove Srls. Ma secondo i consulenti non basta. Chi invece si è impegnato per garantire la buona riuscita delle Srls sono i notai, che hanno dato la disponibilità come categoria a stipulare gratuitamente gli atti costitutivi standard delle Srls (che devono coincidere con il modello approvato con il dm. 138 del 23 giugno 2012). «Siamo contenti di fare la nostra parte e auspichiamo che i giovani imprenditori possano essere aiutati anche sotto altri profili», commenta Gabriele Noto, consigliere nazionale del notariato con delega alla comunicazione, «ci teniamo però a sottolineare come, per il solo fatto che non viene remunerato, non significa che sia un lavoro di serie B. I controlli di legalità, l’antiriciclaggio e l’identificazione dei soci seguono le stesse procedure previste per le normali Srl. E anzi, poiché spesso ci troviamo davanti soggetti giovani che non conoscono a fondo gli istituti giuridici e societari, l’avvio di una Srls comporta anche una fase di consulenza preliminare di cui il cliente medio che si reca in studio solitamente non necessita». Insomma, il rischio che semplificazione faccia rima con attenuazione dei controlli, peraltro già palesato mesi fa dalla Direzione nazionale antimafia, non sembra essere reale.

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