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Squinzi: subito un cambio di passo

Basta con le «parole vuote», con interventi che puntano solo a una «ripresa finanziaria», senza considerare il problema-occupazione. «Nell’ultimo anno e mezzo abbiamo perso oltre mille posti di lavoro al giorno», è l’allarme che ha lanciato il leader Uil, Luigi Angeletti, commentando il documento con le priorità per la crescita. «Il nostro messaggio si rivolge a tutti quelli di buona volontà, con una mobilitazione virtuosa. Serve un accordo con il governo per dare una direzione di marcia, basta con i litigi», incalza Raffaele Bonanni, numero uno Cisl, convinto che se il governo cadesse ora sarebbe un disastro e a pagare il conto sarebbero di nuovo le famiglie e i pensionati e che l’attuale legge elettorale sia «una truffa e fonte di instabilità». Quanto all’ipotesi del taglio dei fondi per l’occupazione per coprire l’abolizione dell’Imu, Bonanni ha aggiunto: «Spero che il governo non faccia una gaffe così clamorosa».

Serve un governo che faccia azioni concrete per lo sviluppo. «Non si può restare prigionieri del dibattito di questi mesi, servono risposte diverse», sono le parole di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil. È il lavoro la questione centrale ed occorre una politica economica, ha sottolineato il numero uno della Cgil, che realizzi una redistribuzione del reddito con una revisione del fisco. «Se va avanti così la ripresa resta una parola vuota, si continua ad agire sull’offerta e non sul problema della chiusura delle imprese e sul calo dei consumi». Angeletti spiega i temi del documento: «La politica economica del governo non deve servire a stabilizzare il governo stesso, ma ad aumentare l’occupazione. L’aumento del carico fiscale non solo ha portato compressione dei consumi, ma anche perdita di posti di lavoro».

Bisogna ridurre la pressione fiscale su imprese e lavoro e impegnarsi per trovare i fondi. Per l’Imu è stato fatto, hanno sottolineato i sindacati. E se Bonanni rilancia l’obiettivo dei costi standard nella Pa, la Camusso risolleva il tema della tassazione dei patrimoni e delle rendite finanziarie, «piuttosto che avere solo una tassazione sui servizi».

A Genova rimbalza la vicenda Fiat: il Lingotto ha accettato la presenza dei delegati Fiom in azienda e ha chiesto una legge sulla rappresentanza per proseguire gli investimenti. «Ciò è molto difficile da ottenere, le uniche garanzie le possono dare quei sindacati che hanno firmato gli accordi e questo basta e avanza», ha detto il leader della Uil, Angeletti, invitando Marchionne a rispettare le intese. Bene, anche se «tardivo» per la Camusso il rientro dei rappresentanti Fiom in azienda. «Sulle altre richieste, esiste l’accordo del 31 maggio, venga preso ad esempio per avere tutte le regole necessarie. Non abbiamo mai apprezzato l’idea di leggi ad personam o ad aziendam».

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