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Squilli indesiderati ko

Opposizione tombale alle telefonate indesiderate e telemarketing azzoppato. L’iscrizione al registro delle opposizioni varrà anche come revoca per i consensi individualmente prestati alle singole imprese. L’azzeramento dei consensi individuali taglia le gambe a chi vuole fare telefonate commerciali e a chi vuole vendere liste di numeri, come si dice in gergo, consensati. È questo lo scenario del marketing telefonico, totalmente ribaltato rispetto al sistema attuale, progettato nel disegno di legge n. 2603, e in particolare in alcuni emendamenti approvati dalla ottava commissione del senato. Il ddl riguarda il registro delle opposizioni. Attualmente al registro gli interessati iscrivono i numeri di telefono (provenienti dagli elenchi pubblici), con questo manifestando la volontà di non essere contattati per telefonate commerciali dirette a quei numeri. Chi vuole fare marketing telefonico lo può fare chiamando i numeri non presenti nel registro; ha, però, anche un’altra possibilità e cioè avere un consenso individuale, che supera l’iscrizione al registro. Così se uno ha iscritto il proprio numero al registro, potrebbe ricevere lo stesso telefonate da quei soggetti a cui ha dato un consenso ad hoc. E se l’interessato ha acconsentito al trasferimento del numero a terzi per finalità di marketing di terzi, allora quel consenso specifico vale per tutta la filiera dei soggetti che si passano le liste. Di tutto ciò farebbe piazza pulita il ddl in esame, che taglia tutte le possibilità. Rimane lo schema del cosiddetto opt out: i dati possono essere trattati per telemarketing, salvo iscrizione nel registro delle opposizioni.

Il ddl parla del diritto di iscrizione per gli «interessati»: tecnicamente sono le persone fisiche. Quindi ci sarebbe il rischio per le imprese di ricevere telefonate indesiderate. Per scongiurare il dubbio meglio parlare di contraente. Ma non è questa la parte più importante. Decisivo è l’emendamento con cui si prescrive che con l’iscrizione al registro si intendono revocati tutti i consensi precedentemente espressi, con qualsiasi forma o mezzo e a qualsiasi soggetto, che autorizzano il trattamento delle proprie numerazioni telefoniche fisse o mobili effettuato mediante operatore con l’impiego del telefono per fini di pubblicità o di vendita ovvero per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale. Inoltre l’emendamento aggiunge che con l’iscrizione è anche precluso, per le medesime finalità, l’uso delle numerazioni telefoniche cedute a terzi dal titolare del trattamento sulla base dei consensi precedentemente rilasciati.

Con l’iscrizione si azzerano tutti i consensi e si dice stop alle telefonate di chi ha ottenuto il consenso e di tutti gli altri che hanno ricevuto il numero.

Il registro diventa il data base unico per vedere se si possono o no fare telefonate. Il ddl a questo proposito prevede che gli operatori che utilizzano i sistemi di pubblicità telefonica e di vendita telefonica o che compiono ricerche di mercato o comunicazione commerciali telefoniche avranno l’obbligo di consultare annualmente il registro pubblico delle opposizioni e di provvedere all’aggiornamento delle proprie liste. A corredo della regola troviamo ulteriori norme: nel registro delle opposizioni sono comunque inserite anche le numerazioni fisse non pubblicate negli elenchi telefonici pubblici; si vieta la cessione di numerazioni iscritte nel registro; si stabiliscono sanzioni amministrative pesantissime, fino a 120 mila euro, in caso di violazione e anche la sospensione o, nelle ipotesi più gravi, la revoca dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività. Infine anche chi si affida a call center non potrà stare tranquillo, perché sarà ritenuto responsabile in solido delle violazioni della privacy.

Antonio Ciccia Messina

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