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Squilla il telefono. E non smette

di Sibilla di Palma  

A quattro mesi dall'introduzione del Registro delle opposizioni al telemarketing, i consumatori che hanno chiesto di non essere interpellati per proposte commerciali lamentano di ricevere ancora telefonate pressanti. Sono più di mille le segnalazioni ricevute finora dal Garante per la privacy (su un totale di circa 618 mila aderenti al Registro), ma secondo una stima dell'Adoc il fenomeno riguarderebbe il 60% degli iscritti. Una situazione che suggerisce un cambio di rotta nell'applicazione della normativa, anche se le aziende interessate invitano ad attendere che il sistema entri a regime.

Associazioni dei consumatori: il Registro solo uno spreco di soldi. Di soluzione costosa e farraginosa, che salvaguardia le aziende e non i cittadini, parlano le associazioni dei consumatori.

«Gli utenti dovrebbero essere tutelati dalle chiamate moleste del telemarketing», afferma Mauro Novelli, segretario nazionale Adusbef, «ma la procedura presenta troppe lacune: in primo luogo, è praticamente impossibile iscriversi al Registro se non si è presenti nelle Pagine Bianche (l'elenco telefonico, ndr). Inoltre le aziende possono aggirare facilmente il divieto di telefonata sfruttando altri elenchi, come l'iscrizione a servizi online, in cui il consumatore ha fornito precedentemente il proprio assenso ad essere contattato».

Secondo Novelli la soluzione più sensata ed economica sarebbe stata l'introduzione di un sistema in cui solo chi vuole ricevere le telefonate di telemarketing si iscrive a un registro ad hoc e non il contrario.

Parere quest'ultimo condiviso da Pietro Giordano, segretario generale di Adiconsum: «Ormai la norma è stata introdotta, anche se eravamo contrari e quindi nell'interesse dei consumatori bisogna rendere il sistema il più possibile efficiente». Per esempio, secondo il segretario, un punto critico è la ridotta conoscenza del Registro tra i consumatori: «Andrebbe implementata una campagna informativa più efficace e puntuale di quella già promossa negli scorsi mesi», precisa.

In secondo luogo, bisognerebbe partire con le sanzioni nei confronti delle aziende che operano una violazione sistematica della privacy.

Sulla stessa linea Federconsumatori secondo cui è indispensabile modificare radicalmente questa norma, adottando misure più in linea con le esigenze dei cittadini e con le indicazioni del Garante per la privacy, piuttosto che privilegiare i bisogni delle aziende.

Garante, al via le sanzioni. Nel Rapporto annuale presentato al Parlamento, anche il Garante ha criticato duramente l'istituzione del Registro, che anziché essere uno strumento di semplificazione si è dimostrato un sistema per invertire l'ottica a favore delle aziende. «Tra febbraio e giugno 2011», afferma, «sono pervenute più di mille segnalazioni da parte di utenti che, anche se iscritti al Registro, hanno ricevuto lo stesso telefonate pubblicitarie; più del doppio del 2010, anno in cui, pur senza l'istituzione del nuovo sistema, le segnalazioni sul telemarketing erano state invece circa 300». Le telefonate fuori legge sarebbero arrivate soprattutto dagli operatori di telefonia fissa e mobile.

Sembra, inoltre, che molte aziende di telemarketing continuino a utilizzare liste di numeri telefonici vecchie senza confrontarle con i dati contenuti nell'elenco. Una comparazione che le costringerebbe a decurtare i nominativi degli iscritti.

Un'operazione dispendiosa che potrebbe spiegare l'insofferenza di alcune società verso le nuove regole.

Per far fronte alla situazione, il Garante conferma di aver già avviato le istruttorie cui seguiranno le relative sanzioni che potrebbero oscillare tra i 10 mila e i 120 mila euro e che potrebbero raggiungere, nei casi più gravi, cifre attorno ai 400-500 mila euro.

Per le aziende occorre tempo per andare a regime. Le imprese rispondono alle accuse affermando che la normativa introdotta rappresenta un grande cambiamento che ha inciso anche sulle abitudini dei consumatori e, pertanto, necessita di un periodo di tempo per consentire a tutti gli attori coinvolti di mettersi al passo.

«I disservizi che si sono verificati in questa fase iniziale, sebbene certamente fastidiosi e da eliminare, sono in una certa misura fisiologici», afferma Ciro Favia, presidente del Comitato di garanzia che sovrintende all'attuazione del Codice di Autoregolamentazione sul Telemarketing, ribadendo che l'innovazione normativa è «una grande opportunità per il mercato in generale e per gli stessi consumatori».

L'informazione commerciale, infatti, permetterebbe a questi ultimi di operare scelte di consumo più consapevoli.

Secondo Favia, inoltre, il numero delle segnalazioni riportate dal Garante è comunque esiguo rispetto alle chiamate effettuate dagli operatori e agli abbonati in elenco. «Da parte nostra», conclude, «c'è il massimo interesse e impegno a far funzionare bene il sistema. Lo abbiamo dimostrato anche attraverso la promozione di un Codice di Autoregolamentazione e attraverso la costituzione del Comitato di Garanzia volto a vigilare sull'operato delle aziende, contrastando i comportamenti non conformi, e a superare le criticità che un sistema complesso può inevitabilmente mostrare nella sua fase iniziale».

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