Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Squadra rivista Parte l’era dei Visco boys

L’arrivo di Fabio Panetta, nominato vicedirettore generale la scorsa settimana, completa in Banca d’Italia la squadra del Direttorio guidata dal governatore Ignazio Visco. Panetta, che sostituisce nell’incarico Anna Maria Tarantola approdata alla presidenza della Rai, è il più giovane del gruppo — cinquantatré anni — ed ha un curriculum da manuale per i canoni richiesti ai più alti dirigenti della banca centrale italiana.
Fusioni studiate
Laurea in economia, Phd alla London Business School, ingresso in Banca d’Italia dalla porta dell’Ufficio Studi, esperienze all’estero presso le maggiori istituzioni, pubblicazioni e menzioni internazionali. È l’uomo delle analisi e delle statistiche finanziarie, che ha ideato e introdotto in Banca il rapporto sulla stabilità Finanziaria. Cioè quella relazione che da tre anni a questa parte disegna il quadro del credito e misura la sostenibilità del debito italiano.
Romano, sposato con tre figli, Panetta tiene alla riservatezza anche se è aperto e loquace. Si è fatto notare presto in via Nazionale, dove è entrato nel 1985, approfondendo, con ricerche e analisi, gli argomenti più caldi del dibattito economico-finanziario. Così al fianco dell’ex governatore Antonio Fazio — di cui era, come si disse allora, l’unico collaboratore under 60 — ha studiato le convenienze e i rischi delle fusioni bancarie cross border nonché i profili del processo di trasformazione del sistema del credito. Ed è stato proprio Fazio a chiamarlo a partecipare alle riunioni del consiglio direttivo della Bce in qualità di accompanying person del governatore della Banca d’Italia. Ruolo che ha conservato anche quando a Palazzo Koch è arrivato Mario Draghi, il quale gli ha affidato poco prima di trasferirsi a Francoforte all’Eurotower l’incarico di funzionario generale con il compito di coordinare le attività connesse alla partecipazione della Banca d’Italia all’Eurosistema e l’analisi della stabilità finanziaria italiana.
Interprete attento
Con ogni probabilità è stata la sua capacità di muoversi tra i segnali del mercato, a far cadere la scelta su di lui per il quinto posto in Direttorio rispetto ad altri candidati, con un curriculum di uguale prestigio e di esperienza altrettanto brillante.
Già perché il direttorio di Visco dovrà muoversi, il prossimo anno, e i successivi, su due binari quasi obbligati che richiedono professionalità specifiche: la ricerca e la messa in sicurezza della stabilità finanziaria ed il raggiungimento dell’unità bancaria europea attraverso innanzitutto l’attuazione della vigilanza unica sotto il cappello della Bce. Un passaggio quest’ultimo importantissimo, storico, per la Banca d’Italia.
Visco, pur non abbandonando mai la cautela nel fare previsioni e stabilire obiettivi troppo rigidi, è consapevole della severità degli impegni che gli uomini di via Nazionale dovranno affrontare nei prossimi mesi, assieme ai colleghi della Bce. E ha voluto accanto a sé le persone in grado di rappresentare i diversi profili.
Il direttore generale, Fabrizio Saccomanni, innanzitutto. Rinnovato per un secondo mandato, Saccomanni ha il timone dell’organizzazione dell’intera banca nonché il complesso compito di coordinare il recepimento in via Nazionale delle nuove funzioni di vigilanza sulle assicurazioni. Ma ha anche, grazie alla sua esperienza di negoziati comunitari ad alto livello, il ruolo di rappresentare la Banca e l’Italia nelle trattative in Bce, partecipando a quel Consiglio dei supervisori che a Francoforte dovrà istruire le nuove regole da presentare all’approvazione del consiglio dei governatori.
La squadra
Giovanni Carosio, il più anziano dei vicedirettori generali, che in gennaio girerà la boa del primo mandato, porta con se la lunga esperienza nella vigilanza e nella regolamentazione in particolare. È il rappresentante della Banca d’Italia nel Comitato di Basilea ed è quindi grande conoscitore dei meccanismi di stabilità bancaria nonché è il decodificatore delle decisioni prese dall’Eurotower, colui, insomma, che sovrintende alla messa in atto normativa delle misure comunitarie e internazionali.
Salvatore Rossi è l’economista, esperto di macro e di analisi reali, grazie alla sua carriera di chief economist della Banca. Ma gli è riconosciuta anche la qualità di abile tessitore di relazioni istituzionali.
Panetta porterà dunque nella squadra la sua esperienza — di lettura, monitoraggio e diagnosi — sulla stabilità finanziaria completando il quadro di professionalità del direttorio guidato da Ignazio Visco, che comunque mantiene in prima persona tutti i ruoli. Convinto come è che la Banca d’Italia, mai come in questo periodo, debba tener fede ai suoi compiti istituzionali e concentrarsi su questi. Anche se non abbandona, ma anzi svolge direttamente e con grande impegno pur senza darne troppa pubblicità, il ruolo di consulente tecnico dell’azione di politica economica del governo.
«Gli impegni della Banca d’Italia non diminuiranno con la nuova vigilanza europea. Anzi, si può dire che aumenteranno», ha detto recentemente Visco al termine dell’Ecofin di Nicosia.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Meno vincoli della privacy per l’utilizzo delle nuove tecnologie in chiave antievasione. La deleg...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il green pass diventa obbligatorio per quasi 20 milioni di lavoratori. Da metà ottobre per acceder...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ha preso il via il digital tour di Imprese vincenti 2021, il programma di Intesa Sanpaolo per la va...

Oggi sulla stampa