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Spv, cartolarizzazioni «sotto la linea»

Con l’intento di favorire il finanziamento delle imprese, ovvero di incentivare la circolazione di attivi presenti nei bilanci, il legislatore è ripetutamente intervenuto negli ultimi mesi sulla legge 130/99 («Disposizioni sulla cartolarizzazione dei crediti») modificando e ampliando le disposizioni ivi contenute nonché, in particolare, i soggetti e le attività a essa riconducibili. La legge originaria era stata introdotta al fine di creare una struttura agevole sia per lo smobilizzo delle posizioni creditorie, sia per il reperimento di risorse finanziarie tramite l’emissione di strumenti finanziari.
Di essa ha particolarmente usufruito il sistema bancario, dal momento che per definizione i crediti costituiscono l’attività primaria, ampliandone poi la portata con l’articolo 2, comma 4-ter del Dl 35/2005, convertito con la legge 80/2005, che introdusse gli articoli 7-bis) e seguenti per disciplinare le cosiddette “obbligazioni bancarie garantite” ampiamente utilizzate nelle operazioni di rifinanziamento presso la Bce.
La platea dei destinatari cambia radicalmente con il decreto «Destinazione Italia» (Dl 145/2013, convertito con la legge 9/2014), laddove si includono anche le cartolarizzazioni di titoli emessi da società e, quale corollario, vengono modificate le norme riguardanti i regimi di segregazione delle attività in parola, ovvero viene ammesso l’investimento a copertura delle riserve tecniche delle compagnie assicurative.
Ancor più incisivo l’intervento con il Dl 91/2014, recentemente convertito con la legge 116/2014, che introduce la possibilità per le società di cartolarizzazione di concedere, nel rispetto di specifiche condizioni, finanziamenti nei confronti di soggetti diversi dalle persone fisiche. Ulteriori interventi vengono previsti sul regime di garanzia per gli attivi sottostanti l’operazione, nonché sul regime fiscale dei medesimi, aspetto quest’ultimo nuovamente integrato con il Dl 91/2014.
Così sommariamente ricostruita l’intensa attività legislativa sulla legge 130/99, appare doveroso segnalare come la stessa non sia stata apparentemente accompagnata da un aggiornamento del quadro civilistico/fiscale delle società di cartolarizzazione (Special Purpose Vehicle, Spv). Quando fu emanata la legge 130/99 non erano in vigore né i principi contabili internazionali – applicabili dal 2005 – né erano operative le novità introdotte dalla riforma Vietti, segnatamente per i cosiddetti “patrimoni separati”.
Dal lato Banca d’Italia va ricordato che con provvedimento del 29 aprile 2011 («Gazzetta Ufficiale» 110/2011) le Spv sono state cancellate dall’elenco degli intermediari finanziari di cui all’articolo 106 del Tub, così come in precedenza (provvedimento 25 settembre 2009) dall’articolo 107. Per contro è stato istituito l’Elenco delle società veicolo destinato all’assolvimento di finalità statistiche. Oggi vi risultano iscritte oltre 400 società.
Sul piano strettamente bilancistico il provvedimento Banca d’Italia del 21 gennaio 2014 emanato a seguito dell’articolo 9 del Dlgs 38/2005 «Introduzione principi Ias» di fatto “confina” nella sola nota integrativa delle Spv gli attivi rappresentativi delle operazioni di cartolarizzazione, a loro volta costituenti il cosiddetto “patrimonio segregato”. Da ciò deriva che gli attivi/passivi/patrimonio propri della Spv si evidenziano in importi – cosiddetti “sopra la linea” – estremamente ridotti, ovvero non proporzionati secondo la comune accezione rispetto alle operazioni poste in essere. A ciò aggiungasi la circostanza che, trattandosi di patrimoni, segregati, qualora si tratti di operazioni con soggetti Ias, non operando la cancellazione degli attivi ceduti non è palese chi sia il soggetto tenuto a fornire le relative informazioni ai terzi. Infine l’aspetto fiscale è trattato marginalmente all’articolo 6 della legge 130/99 ma non ha avuto il necessario seguito soprattutto con riguardo agli aspetti (Ires/Irap) concernenti il patrimonio separato e ora sulle nuove tipologie di operazioni che le Spv possono eseguire.
In conclusione, vista la mole di operazioni che oggi tramitano sulle Spv e ancor più nel futuro, nonché le controparti coinvolte (imprese, investitori, autorità monetarie, creditori, eccetera) appare non più rinviabile una codifica degli aspetti bilancistici e fiscali delle Spv.

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