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Spunta un nuovo socio di Mediobanca È Modena capitale di Samorì

Alla vigilia dell’assemblea degli azionisti di Mediobanca, prevista per sabato prossimo, spunta un nuovo socio per Piazzetta Cuccia: è Modena Capitale, holding partecipata da diversi gruppi industriali e controllata dall’avvocato Gianpiero Samorì al 58,8% tramite Condor, già protagonista di numerose battaglie sulla Banca Popolare dell’Emilia Romagna, che ha comprato sul mercato lo 0,40% del capitale dell’istituto di Piazzetta Cuccia, pari a 3,5 milioni di titoli, e vuole incrementare la quota.

La partecipazione non è sindacata, ma è rilevante visto che è superiore, ad esempio, allo 0,39% che il cavaliere Luigi Lucchini, socio storico di Mediobanca, detiene nel gruppo dei grandi azionisti dell’istituto guidato da Alberto Nagel. L’acquisto di Samorì è stato finanziato da un fido di 80 milioni concesso da Veneto Banca ed utilizzato per l’importo di 23,2 milioni: peraltro la partecipazione è stata poi svalutata a 15,5 milioni, in considerazione dell’andamento di borsa. La partecipazione in Mediobanca, spiega la nota integrativa del bilancio 2011 di Modena Capitale «è in via di implementazione» e questo perché Piazzetta Cuccia, pur penalizzata in borsa, grazie agli «ottimi fondamentali», ai «risultati in termini di raccolta estremamente significativi di CheBanca» e alla «elevatissima qualità dei portafogli partecipativi» lascia supporre «un probabile recupero dei valori di carico». Lo shopping di titoli Mediobanca, finalizzato attraverso la controllata Modena Capitale Banking Partecipations, ha visto quest’ultima costituire una serie di garanzie a favore di Veneto Banca: un pegno su saldo di conto corrente per 5 milioni, un pegno/mandato a vendere sulle partecipazioni detenute in Banca Tercas, Banca Popolare dell’Emilia Romagna e Veneto Banca e infine un pegno sugli stessi titoli di Piazzetta Cuccia. Modena Capitale, infatti, detiene quote di Bper valorizzate per 14,7 milioni, Veneto Banca (9,1 milioni) e Banca Tercas (20,5 milioni) ma proprio quest’ultima è stata posta in amministrazione straordinaria e il bilancio 2011 di Modena Capitale riferisce che «allo stato attuale non è possibile valutare le ricadute sulla valorizzazione del titolo». Modena Capitale, peraltro, ha fatto shopping anche di bond bancari comprando obbligazioni Intesa Sanpaolo e Banco Popolare per circa 7,5 milioni. Il 2011 della holding modenese di Samorì si è chiuso con un minutile di 565mila euro; mentre il consolidato è passato da un utile di 980mila euro a una perdita di 253mila euro proprio a seguito di una serie di svalutazioni, Mediobanca compresa.

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