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Spunta un decreto per conciliazione e arretrato

MILANO –  Ipotesi decreto legge per conciliazione e smaltimento arretrato civile. Ieri si è tenuto il tavolo tecnico, dopo l'appuntamento della passata settimana che aveva gettato le basi per un accordo, tra il capo dell'Ufficio legislativo del ministero della Giustizia, Augusta Iannini e il presidente del Cnf Guido Alpa. L'obiettivo è stato quello di iniziare una ricognizione sugli strumenti per arrivare a fare approvare in tempi rapidi le necessarie modifiche legislative e amministrative.

L'incontro ha confermato l'obbligatorietà della assistenza tecnica in tutti i procedimenti di mediazione e ha identificato le conseguenze di questa intesa e cioè la soppressione dell'obbligo di informazione del cliente e la cancellazione della sanzione dell'annullamento del mandato. Quanto alle tariffe applicabili, si è ipotizzata la interpretazione estensiva delle tabelle vigenti, ma si è sottolineata la necessità di una loro revisione, perché l'attuale sistema di calcolo è rimasto inalterato dal 2004. Aggiornamento a breve per approfondire le altre questioni aperte che erano state prefigurate nell'appuntamento con Alfano nella passata settimana: l'obbligatorietà della mediazione, la competenza territoriale dei mediatori, i requisiti di imparzialità e indipendenza, il patrocinio a spese dello Stato nella mediazione.

Al centro della discussione anche tutto il progetto di contenimento del contenzioso civile arretrato e della procedura partecipativa di negoziazione assistita dagli avvocati. «Tutti temi, – scrive il Cnf in una nota diffusa in serata – che potrebbero rientrare in un decreto-legge la cui urgenza implicherà un serrato calendario di riunioni di studio e di progettazione». L'ipotesi che sta prendendo corpo è quella della redazione di un provvedimento d'urgenza (annunciato qualche giorno fa dal ministro Giulio Tremonti) che recepisca le correzioni alla mediazione e una sostanziosa parte del disegno di legge sullo smaltimento dell'arretrato già approvato dal Consiglio dei ministri e adesso in discussione in Parlamento.

Per Alpa «l'avvocatura, che costituzionalmente è partecipe della funzione di amministrazione della giustizia, proseguirà il suo confronto con il ministro della Giustizia per migliorare la normativa vigente, rafforzare il sistema di difesa dei diritti dei cittadini, apportare il suo contributo allo sviluppo economico del Paese e difendere altresì il suo ruolo insopprimibile, con progetti coerenti e praticabili, senza accenti corporativi e con atteggiamento responsabile». Il Cnf ha già invitato a una riunione i presidenti degli Consigli dell'ordine (sabato 21) e i rappresentanti di Oua e associazioni forensi (domani) proprio per condividere il percorso iniziato, ma si è facili profeti nel prevedere che le riunioni metteranno in evidenza la spaccatura dell'avvocatura fra "trattivisti" e "oltranzisti".

 

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