Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Spunta il rischio-stangata sulle accise

Un aumento delle accise e di altre imposte spuntato in extremis nel testo della manovra a sostituire un intervento, di pari importo, di taglio delle agevolazioni fiscali. Una possibile stangata che dovrà garantire maggiori entrate per 3 miliardi nel 2015, 7 miliardi nel 2016 e 10 miliardi nel 2017. E che avrà di fatto come clausola di salvaguardia indiretta i risultati della spending review. Se il commissario straordinario Carlo Cottarelli non riuscirà ad andare abbondantemente oltre (come spera il governo) il miliardo di risparmi nel 2015 e agli 1,2 miliardi nel 2016, fissati come obiettivi minimi, l’intervento fiscale da 10 miliardi in via strutturale in tre anni non potrà essere evitato, se non in parte.
È la novità dell’ultima ora della legge di stabilità varata (con testo provvisorio) martedì, che fissa anche un tetto del 2,5 per mille all’aliquota Tasi (servizi indivisibili) che insieme alla Tari darà vita alla Trise: la nuova service tax che dal 2014 sostituirà Imu e Tares. Un’operazione quella della service tax che rispetto all’Imu dovrebbe produrre un alleggerimento del carico fiscale sulle abitazioni principali per 1 miliardo. Imu che, per le imprese, sarà deducibile al 20% da Irpef e Ires.
La legge di stabilità da 11,6 miliardi nel 2014 uscita dal Consiglio dei ministri di martedì sera proroga anche per il triennio 2014-2016 il contributo di solidarietà del 3% sui redditi superiori ai 300mila euro, impedisce alla Regioni di stipulare contratti relativi a strumenti derivati e di rinegoziare derivati già in essere. Tra le novità la possibilità per Cassa depositi e prestiti di sostenere finanziariamente anche le grandi imprese nei casi in cui l’aiuto serva come sostegno all’economia e non solo le Pmi come già previsto da alcuni anni. Confermato il taglio al cuneo di 1,2 miliardi nel 2013 per le imprese e 1,5 per i lavoratori. E confermata anche la proroga delle detrazioni per gli incentivi delle ristrutturazioni e per l’ecobonus vengono per il 2014 nella misura, rispettivamente, del 50% e del 65%, nel biennio successivo si scenderà al 40 e al 50%. Le agevolazioni continueranno ad essere valide anche per mobili e elettrodomestici.
Ma altre novità arriveranno dal passaggio del provvedimento in Parlamento. La ex Finanziaria comincerà il suo cammino al Senato dove Pdl, soprattutto i lealisti, Pd e Scelta civica sono già pronti a dare battaglia e puntano a un restyling incisivo del testo. Lo stesso premier Enrico Letta al momento del varo della “stabilità” ha parlato di «testo aperto». Un concetto ribadito ieri dal ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni. Ma in Parlamento c’è già chi intravede i rischi di un assalto alla diligenza.
Confermata la sforbiciata alle agevolazioni fiscali: se nel 2014 non si procederà alla razionalizzazione delle detrazioni Irpef al 19% (spese mediche, per scuola e università, interessi mutui prima casa) prevista per recuperare 500 milioni, la percentuale degli sconti scenderà per l’ano d’imposta 2013 al 18% e ancora di un punto, al 17%, per l’anno successivo.
Nel testo uscito da Palazzo Chigi anche il capitolo compensazioni. In particolare è previsto l’obbligo del visto di conformità da parte dei professionisti abilitati per chi si avvale delle compensazioni fiscali superiori ai 15mila euro. Scatta poi una limitazione a una serie di crediti d’imposta ancora da individuare con un tetto fino all’85 per cento. Per far cassa il governo punta anche all’aumento dall’1,5 per mille al 2 per mille delle mini-patrimoniale targata Monti sui depositi finanziari. Tra le tasse occulte arrivano anche i 16 euro di imposta forfettaria dovuti per le istanze che si chiedono o si trasmettono alle amministrazioni pubbliche come Asl e Comuni.
Una parte della partita fiscale dovrà essere giocata nella “fase due” della manovra, quella che dovrà consentire al Governo, anche attraverso il rientro dei capitali illegalmente detenuti all’estero e alla rivalutazione delle quote dei soci della Banca d’Italia, di recuperare le risorse necessarie per garantire i tendenziali di finanza pubblica, il rimborso di ulteriori quote di debiti commerciali in conto capitale ed eventuali finalità definite dallo stesso Esecutivo di natura non strutturale.
Sul fronte dei tagli, la stretta più consistente nel 2014 resta quella su pubblico impiego e regioni. La spending review prenderà forma solo alla fine del prossimo anno: il commissario straordinario, Carlo Cottarelli, ha tempo fino al 15 ottobre del 2014 (data ultima per il varo della prossima legge di stabilità) per mettere a punto il suo piano. Che dovrà garantire risparmi «non inferiori» a 1 miliardo nel 2005 e a 1,2 miliardi nel 2016.
Tra le razionalizzazioni già previste dalla legge di stabilità l’election day in chiave spending review: politiche, regionali e amministrative si svolgeranno in un’unica giornata nell’anno (la domenica dalle ore 7 alle 22). Previste misure maggiormente restrittive per gli immobili utilizzati in affitto per uffici pubblici e un meccanismo selettivo per la concessione di contributi pubblici a enti culturali e di turismo.
Arrivano mini-tagli per le Authority, Antitrust in testa, i Caf e i patronati. Previsto l’azzeramento del fondo Irap per i professionisti e del fondo affitti attivati con la legge di stabilità per il 2013. La Sicot, la Srl di sistemi di consulenza per il Tesoro viene accorpata alla Consip, altra società controllata dal ministero dell’Economia. Sul versante delle pensioni, confermata la sterilizzazione degli assegni oltre 3mila euro. Previsto un contributo di solidarietà sulle pensioni oltre 100mila euro da redistribuire all’interno del sistema previdenziale a fini solidaristici. Scatta poi una stretta sull’indennità di accompagnamento per gli over 65 con un reddito superiore a 60mila euro (80mila euro se cumulato con quello del coniuge).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa