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S&P’s non spaventa le Borse europee

di Marco Valsania

Avevano aperto in calo, all'ombra del declassamento a sorpresa dell'Italia da parte di Standard & Poor's. Poi però le Borse europee sono parse ritrovare fiducia nel superamento della crisi economica e del debito, mettendo a segno solidi rialzi: gli acquisti da parte della Bce di titoli di Stato italiani hanno segnalato l'esistenza di un continuo sostegno ai paesi sotto pressione. Nuove speranze sono affiorate per un accordo con la Grecia che eviti il default. E si sono moltiplicate le scommesse su nuovi soccorsi alla debole crescita in arrivo da oltreoceano, dalla Federal Reserve.

Il mercato obbligazionario ha reagito con simili cambi di marcia. Lo spread BTp-Bund, il differenziale di rendimento tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi, ha inizialmente raggiunto un massimo di oltre 400 punti base – 404 – per scendere in seguito e assentarsi a 393, seppure in rialzo rispetto ai 379 punti di lunedì.

Sulle piazze azionarie lo Stoxx Europe 600, a fine seduta, ha guadagnato l'1,84%, affiancato dagli indici nazionali del Vecchio continente: lo Ftse 100 londinese è salito dell'1,98%, il tedesco Dax del 2,88% e il Cac 40 francese dell'1,5 per cento. A Piazza Affari l'Ftse Mib è lievitato dell'1,91 per cento. A Wall Street, durante una seduta meno convinta, solo il Dow Jones ha mantenuto il segno positivo (+0,07%), mentre sia l'indice Standard & Poor's 500 (-0,2%) che il Nasdaq hanno chiuso in ribasso (-0,56%).

La giornata era cominciata in salita. Lo Stoxx era partito in ribasso dello 0,6%, con Milano che scivolava dell'1,15 per cento. Dopo neppure mezz'ora gli indici hanno tuttavia cominciato a risollevare la testa. Forse gli operatori erano in parte pronti a una bocciatura di Roma, anche se l'attesa era stata per una decisione dell'agenzia di rating rivale Moody's. Presto sono inoltre filtrati i nuovi acquisti della Bce e l'attenzione si è spostata sui colloqui internazionali sulla crisi greca, definiti costruttivi. E sulla previsione che la Fed annuncerà nuovi stimoli alla crescita al termine, oggi, di due giorni di vertice. I negoziati di Atene con la troika composta da Unione Europea, Bce e Fondo Monetario Internazionale, sono ripresi nel tardo pomeriggio di ieri tra ipotesi di accordo: in gioco è il rispetto di obiettivi sul deficit in cambio di una tranche di aiuti da otto miliardi necessaria a scongiurare il default, almeno per adesso. Da Washington, intanto, il Fondo Monetario ha rivisto al ribasso i pronostici per l'economia globale mettendo in guardia dal pericolo di un «decennio perduto». Ma per tutta risposta i mercati hanno dato credito a nuove mosse della Banca centrale americana. La Fed ha in agenda molteplici opzioni: la più probabile, per gli operatori, è l'Operazione Twist. Cioè una modifica del suo portafoglio titoli da oltre 1.600 miliardi di dollari, vendendo obbligazioni del Tesoro a breve per investire in bond con scadenza più lontana e spingere in ribasso i tassi a lunga.

Alcuni analisti, però, hanno avvertito che la volatilità delle borse resta alta, con la possibilità di delusioni e shock. Sintomi delle tensioni che tuttora scuotono le piazze finanziarie sono affiorati ieri nel settore bancario. Nel mirino, in Europa, sono finiti gli istituti francesi, da Credit Agricole a Societe Generale a Bnp Paribas. Bank of China ha sospeso con loro operazioni valutarie.

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