Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Sprint sulle fonti rinnovabili

di Emanuele Scarci

Si stringono i tempi per ridefinire una nuova strategia energetica nazionale dopo il no del referendum sul nucleare e l'avvio del quarto conto energia. «Il 15 settembre – ha annunciato ieri il ministro dello Sviluppo Economico, Paolo Romani – presenteremo una prima bozza della nuova strategia energetica nazionale, che vogliamo poi proporre al paese e all'Europa nella seconda metà di novembre».

Si aggiunge quindi un'altra tessera al mosaico del quadro energetico nazionale, dopo il via alla corsa per gli incentivi fotovoltaici. Sono infatti circa 5mila, per oltre 6mila megawatt, le domande di richiesta di iscrizione al Registro dei grandi impianti pervenute al Gestore dei servizi energetici (Gse).

Gran parte di queste richieste, quando otterranno disco verde, si aggiungeranno agli oltre 250mila impianti fotovoltaici già attivi, per più di 8.600 megawatt installati. «Solo negli ultimi due mesi – osserva il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani – sono entrati in esercizio oltre 600 megawatt di energia prodotta da fotovoltaico, portando il nostro paese ad avere una forte leadership nel comparto».

L'iscrizione nel Registro dei grandi impianti è stabilito dal decreto interministeriale dello Sviluppo economico e dell'Ambiente del 5 maggio 2011 che ha introdotto il quarto conto energia, vale a dire il nuovo regime di incentivi per il fotovoltaico. É ripartito così, su nuove basi normative, un comparto che ha un giro d'affari superiore ai dieci miliardi. Pur tra i mugugni delle imprese energivore che ritengono improprio l'onere aggiuntivo (stimato ne 12%) per le rinnovabili. Peraltro l'ultimo aggiornamento sugli oneri di sistema, vede la componente A3, quella che copre gli oneri per le fonti rinnovabili, volare da 16,65 euro per megawattora del primo trimestre 2011 a 26,14 euro deciso dall'Autorità il 28 giugno scorso.

Finora gli incentivi cumulati per i tre conti energia sono stati 741 milioni nel 2010 e 394 nel biennio 2009/8. Per quest'anno il Gse stima 838 milioni. Nella ripartizione degli impianti fotovoltaici attivi, svetta la Puglia con circa 1.500 megawatt e 16.800 impianti, seguita dalla Lombardia con 930 megawatt e 36.700 installazioni e dall'Emilia Romagna con 850 megawatt e 23mila siti.

I dati sugli impianti fotovoltaici avviati «confermano – aggiunge Romani – le previsioni fatte all'inizio dell'anno relative al numero degli impianti che hanno usufruito dei benefici della legge 129/2010 e confermano la strategia energetica messa a punto dal governo per un settore di primaria importanza come la green economy». Per il ministro è necessario «proseguire sulla strada intrapresa e con la decisione di adeguare il nostro meccanismo di incentivi a quello degli altri paesi europei, prendendo come modello di riferimento quello tedesco. Tutto questo all'interno di una strategia energetica che verrà delineata» a partire dal prossimo settembre quando verrà convocata la Conferenza nazionale sull'energia.

Dopo il blocco del terzo conto energia, durato appena due mesi e caduto per effetto del decreto salva-Alcoa, le aziende del fotovoltaico hanno rivisto le strategie puntando sugli impianti di taglia domestica o di piccola potenza che godono di buoni incentivi e di un iter autorizzativo meno complesso.

La prima graduatoria dei grandi impianti pubblicata dal Gse elenca 831 richiedenti, per 957 megawatt, su cui pioveranno incentivi per 300 milioni: mediamente si tratta di impianti con poco più di 1 megawatt. Per grandi impianti infatti il decreto interministeriale intende quelli con una potenza maggiore di 1 megawatt e gli altri impianti (non su edifici) non operanti in regime di scambio sul posto (quando l'impianto fotovoltaico è in interscambio con la rete elettrica locale). «Il quarto conto energia – interviene Vinicio Mosè Vigilante, direttore divisione gestione generale del Gse – è stato un successo e non il blocco delle rinnovabili come paventato da qualcuno. Ha inoltre messo ordine nel settore fino al 2016». Quindi nessun iter burocratico penalizzante perchè «senza il Registro dei grandi impianti – aggiunge Vigilante – ci sarebbe stato il caos».

Con la graduatoria dei grandi impianti, la Puglia si conferma Regione green per eccellenza, grazie alle sue condizioni ambientali e a un iter autorizzativo favorevole già dal 2008: il 58% sono richieste per impianti nelle sei province pugliese, con prevalenza di quella di Brindisi; il 9% se lo ritaglia la Sicilia, il 6,5% le Marche e il 5% la Sardegna.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Davanti alle piazze infiammate dal rancore e dalla paura, davanti al Paese che non ha capito la ragi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distrib...

Oggi sulla stampa