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Sprint per il raddoppio dei termini

La nuova disciplina sul raddoppio dei termini di decadenza contenuta nello schema di Dlgs sulla certezza del diritto approvato in prima lettura martedì in Cdm, in previsione dell’approvazione definitiva del decreto, potrebbe comportare un’accelerazione nelle prossime settimane della notifica degli atti impositivi relativi a situazioni che non potranno più beneficiare del termine raddoppiato. Con l’entrata in vigore del decreto, infatti, non sarà possibile beneficiare della decadenza più ampia se l’amministrazione non ha comunicato, entro i termini ordinari, la notizia di reato all’autorità giudiziaria. Ciò, perché le nuove norme si applicano per gli atti impositivi notificati successivamente all’entrata in vigore del decreto.
La nuova disciplina
La bozza del Dlgs subordina il raddoppio di termini di decadenza dell’azione di accertamento alla presentazione della denuncia entro il termine ordinario di decadenza. In sostanza, il raddoppio potrà operare se la violazione penale sia comunicata all’autorità giudiziaria entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o, in caso di omessa presentazione, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo. La nuova norma, favorevole al contribuente, si applicherà, per espressa previsione legislativa, solo agli atti impositivi notificati dopo l’entrata in vigore.
Gli atti che decadono
Alla luce delle nuove disposizioni, opera la decadenza per i periodi di imposta fino al 2009 compreso, qualora non sia stato notificato l’accertamento alla data di entrata in vigore del decreto, anche se sono stati commessi reati tributari.
È prevedibile che gli uffici nei prossimi giorni (come già avvenuto alla fine dello scorso anno allorché fu approvata la bozza del decreto, poi ritirata) intensifichino la notifica degli atti impositivi relativi ai periodi di imposta 2006, 2007, 2008 e 2009 (anche 2004 e 2005 in caso di omessa presentazione della dichiarazione) per i quali risultano violazioni penalmente rilevanti con notizia di reato presentata oltre gli ordinari termini di decadenza, in modo da sfruttare il regime vigente.
Sono esclusi, invece, i periodi d’imposta dal 2006 (o dal 2004 in presenza di omessa presentazione) fino al 2009, per i quali la notizia di reato sia stata già inoltrata all’autorità giudiziaria entro il 31 dicembre del quarto anno successivo (o il quinto per le omesse presentazioni).
Gli atti interessati
Il regime transitorio riguarda, per espressa previsione del decreto, gli atti impositivi. La delega faceva riferimento agli «atti di controllo» la cui individuazione non sarebbe stata agevole trattandosi di un termine poco tecnico non riscontrabile in altre disposizioni tributarie.
Sicuramente sono ora esclusi i pvc o gli altri atti di controllo e di richieste varie effettuati dall’amministrazione finanziaria: si pensi ai verbali di operazioni compiute, verifiche, accessi, questionari, inviti a comparire.
Tutti questi atti, sebbene notificati al contribuente prima dell’entrata in vigore del Dlgs, non comporteranno l’assoggettamento al “vecchio” regime del raddoppio. È necessario infatti che entro gli stessi termini sia notificato un atto impositivo.
Gli atti di contestazione e di irrogazione delle sanzioni (ex Dlgs 472/1997) notificati prima che scattino le nuove norme – a un’interpretazione letterale (come dovrebbe avvenire trattandosi di una limitazione dei diritti del contribuente) – non dovrebbero rientrare tra gli atti «impositivi» e quindi l’entrata in vigore del decreto comporterebbe immediatamente l’applicazione del nuovo regime più favorevole.

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