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Sprint dell’auto a giugno vendite Fca su del 18% Ma PartnerRe “gela”Exor

L’auto conferma i buoni segnali dei mesi scorsi e fa sorridere soprattutto Fiat-Chrysler, le cui vendite in Europa viaggiano a ritmo più sostenuto di quelle dei concorrenti. I dati Acea sulle immatricolazioni di giugno parlano di un aumento del 17,7% per le vetture del colosso italo-americano: è l’incremento maggiore dal 2010 a oggi. Il totale del mercato si è invece fermato a un più 14,8% rispetto allo stesso mese del 2014. Una buona notizia per l’azienda e pure per il suo azionista Exor, che però ieri ha dovuto incassare una nuova contromossa di PartnerRe e Axis nella corsa per la conquista della società di riassicurazione statunitense.
L’aumento di vendite ha consentito a Fca di portare la propria quota di mercato dal 6 al 6,2% nel singolo mese. Un miglioramento simile si nota pure sull’intero semestre, in cui la fetta in mano all’ex Lingotto è passata dal 6,1 al 6,4%. Le vetture con i marchi del gruppo sono andate bene soprattutto in Italia (più 20,1%), in Germania (più 15,9), in Francia (più 22,8) e in Spagna (23,4), tutti paesi in cui Fiat-Chrysler ha fatto meglio della media di mercato. Il brand cresciuto di più è Jeep, che il mese scorso ha registrato un exploit (più 176,3%) soprattutto grazie al Renegade, mentre Panda e 500 hanno permesso al marchio Fiat di confermarsi leader nel segmento delle utilitarie per il trentesimo mese.
Ieri la Borsa ha festeggiato spingendo il titolo Fca a chiudere con un più 2,7%. L’azionista Exor, la finanziaria della famiglia Agnelli-Elkann, ha invece dovuto smorzare l’entusiasmo a causa della nota diffusa da PartnerRe e Axis. Le due società hanno annunciato un pacchetto di mosse per convincere gli azionisti a dare il via libera alla loro fusione e a rifiutare quindi l’offerta d’acquisto per PartnerRe presentata dalla finanziaria italiana. Le due compagnie propongono un aumento del 52% del dividendo straordinario, che farebbe così lievitare la cedola pre-fusione da 11,5 a 17,5 dollari per azione. Non solo, PartnerRe ed Axis hanno spiegato che garantiranno agli azionisti “privilegio” le stesse condizioni di Exor e hanno pure sollevato dubbi su possibili sanzioni da parte del fisco americano nel caso in cui gli azionisti accettassero l’offerta della finanziaria piemontese.
Oggi Exor reagirà smontando punto per punto la nuova proposta di Axis-Partner Re e pure l’insinuazione che l’offerta di Torino vada contro le norme. Dalla società torinese spiegano che l’offerta delle due compagnie è traballante perché il dividendo straordinario sarebbe finanziato sottraendo le risorse previste nello stesso piano di sviluppo post-fusione, mentre l’offerta definitiva di 137,5 dollari per azione proposta dal presidente di Exor John Elkann porterebbe agli azionisti denaro fresco. Insomma, la sfida è ancora aperta e per ora Piazza Affari pare schierarsi con Torino: il titolo Exor ieri ha guadagnato il 2,63%, contro il più 0,37 segnato da PartnerRe.
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