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Spread, Spagna meglio dell’Italia

A cercarle, non mancano le buone notizie per sostenere i listini. Il Giappone continua a festeggiare (Nikkei +1,54%) l’assegnazione delle Olimpiadi 2020. Anche la Cina offre slanci di ottimismo con i dati sulla produzione industriale ad agosto (+10,4% annuo) e le vendite al dettaglio (+13,4% ad agosto contro il +13,2% di luglio e meglio delle attese). E poi Europa e Stati Uniti da qualche ora possono tirare un sospiro di sollievo sulla questione Siria: da Damasco è arrivato il sì alla proposta di Mosca di distruzione delle armi chimiche, condizione che potrebbe quantomeno ritardare i tempi di un’escalation della crisi. Alla luce di questo scenario l’euro è stato acquistato sul dollaro (fino a quota 1,3275) e le Borse europee hanno vissuto un’altra giornata all’insegna dell’euforia, che fa il paio con gli acquisti di lunedì (tonica anche Wall Street). Tra gli operatori c’è la sensazione è che gli indici azionari possano riavvicinarsi ai massimi in attesa di conoscere il 17-18 settembre le scelte della Federal Reserve sul tapering (piano di riduzione degli stimoli monetari).
L’Eurostoxx 50 porta a casa una progressione dell’1,9%. Tra i listini principali maglia rosa a Francoforte (+2,06%). Ma l’Italia ha partecipato con il freno tirato al ritrovato entusiasmo dei listini. Il Ftse Mib ha chiuso le contrattazioni a +0,51%, dopo esser stato anche a tratti in flessione. Tra i singoli titoli, in forte rialzo Ferragamo (+3,98%) e, tra i bancari, scatto di Intesa Sanpaolo (2,42%) e UniCredit (+1,15%). Mentre ancora in rosso Banca Mps (alle prese con un aumento di capitale da 2,5 miliardi) che ha ceduto il 4,81% dopo essere stata sospesa al ribasso. Alta volatilità su Mediaset che ha comunque chiuso sui valori della vigilia. Il titolo ha incassato un aumento del target price (3,6 euro) da parte di Goldman Sachs che ha confermato la raccomandazione “neutral”.
Sull’andamento monco del listino milanese non ci sono misteri: per gli analisti è addebitabile alle tensioni politiche dato che la tenuta della maggioranza trasversale del governo Letta non rassicura gli investitori. Lo snodo del voto sulla decadenza da senatore a Silvio Berlusconi e le prossime difficili tappe che aspettano il Parlamento (a partire dalla legge di stabilità in autunno) sono visti in questa fase come elementi di tensione dagli investitori.
La prova del nove arriva dal mercato obbligazionario: ieri l’Italia ha sorpassato la Spagna (non accadeva da un anno e mezzo) nella “classifica” dello spread. Il differenziale tra BTp e Bund nella scadenza a 10 anni ha chiuso a 250 punti base, due in più rispetto allo spread tra Madrid e Berlino. Il sorpasso era già avvenuto il 21 agosto sulla scadenza a due anni e adesso si consolida sul lungo periodo.
Al di là del confronto con la Spagna lo spread Italia-Germania è rimasto stabile, ma questo più per effetto del netto calo del Bund che per meriti del BTp il cui rendimento è salito al 4,54% e punta dritto secondo gli analisti al 4,6%. Non è una buona notizia in una settimana in cui il Tesoro torna sul mercato. Oggi offre 11,5 miliardi di euro in BoT – 8,5 a 12 mesi e 3 miliardi su titoli flessibili – contro 10,35 miliardi di titoli in scadenza. Giovedì in programma collocamenti a 3 e 15 anni. Gli operatori si aspettano tassi in rialzo.
Secondo i calcoli di UniCredit nel 2013 il tasso medio pagato sul debito italiano è cresciuto al 3,31% rispetto al 3,11% del 2012. Allo stesso tempo –
per finanziare alcune misure dell’esecutivo tra cui il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione alle aziende fornitrici – la commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento del governo che aumenta a 98 miliardi di euro da 80 miliardi l’importo massimo delle emissioni nette del Tesoro per il 2013.

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