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Spread, Italia sotto pressione

di Morya Longo

Il 31 dicembre 2010 i BTp decennali offrivano un rendimento del 4,84%: si trattava di 1,88 punti percentuali più dei Bund tedeschi. Un anno dopo i BTp sono costretti a pagare un tasso d'interesse del 6,98% (chiusura di venerdì scorso). Lo spread Italia-Germania è dunque attualmente intorno ai 5 punti percentuali tondi tondi. Se si confrontano i BTp con i titoli di altri Paesi, si scopre che solo l'Italia ha aumentato in maniera così esponenziale i rendimenti: Spagna e Belgio sono poco sopra i livelli di fine 2010, mentre Francia, Austria e Germania sono sotto.
Eppure quest'anno l'Italia reale non è peggiorata in ugual misura. Anzi: il deficit del bilancio pubblico è calato dal 4,6% del Pil al 4%. Il debito pubblico è aumentato (dal 119% del Pil al 121%), ma non più che in altri Paesi. L'economia ha rallentato, certo. Ma quest'anno l'Italia ha varato due manovre correttive sui conti pubblici da oltre 76 miliardi totali per il 2012 e il 2013. La Penisola ha insomma fatto ciò che nel 2010 gli investitori non avrebbero neppure osato sperare. Eppure il mercato la punisce. Perché?
I motivi della sfiducia
Cosa preoccupi il mercato è abbastanza chiaro: l'Europa quest'anno ha dato la sensazione di annegare nel proverbiale «bicchiere d'acqua». Un anno fa era la crisi della Grecia a impensierire: tirando alla lunga il suo salvataggio (che ancora non è realmente arrivato), la politica europea ha trasformato Atene nella Lehman Brothers del Vecchio continente. Insomma: in una bomba. L'effetto domino della sfiducia ha infatti contagiato tutti i Paesi ritenuti per vari motivi deboli. L'Italia è tra questi. Ma, essendo la più grossa, fa più paura.
La Penisola, poi, ci ha messo del suo. Prima il pasticcio di una manovra (quella d'agosto), che cambiava ogni giorno fisionomia. Poi il tira e molla del Governo Berlusconi che, ormai stremato dalle polemiche e da una maggioranza traballante, ha temporeggiato prima di dimettersi. Così, quando è nato il Governo dei tecnici guidato da Mario Monti, il mercato era ormai stremato: qualche sussulto positivo c'è stato, ma non sufficiente. Morale: quel tanto di buono che l'Italia ha fatto (con i sacrifici dei cittadini) è passato in secondo piano.
L'anno che verrà
Così inizia il 2012. Con lo spread BTp/Bund a 500 (anche perché la Bce settimana scorsa ha comprato pochi BTp): livello che taglia le gambe al sistema-Italia. Livello che rende più complicato (e più costoso) reperire finanziamenti. Nel 2012 l'Italia dovrà emettere, secondo le stime di UniCredit che include anche i BoT, titoli di Stato per 356 miliardi di euro: più dei 238 miliardi della Germania, dei 172 della Spagna, dei 106 dell'Olanda. Solo la Francia, con 366 miliardi, ci batte: ma Parigi paga tassi d'interesse ben più bassi. Per Roma il primo test è vicinissimo: già domani il Tesoro emetterà BoT per 9 miliardi e CTz per 1,5-2,5 miliardi. Giovedì in asta andranno BTp e CcTeu per 8-9 miliardi. Insomma: già in questa ultima settimana del 2011, l'Italia deve raccogliere circa 20 miliardi di euro. Con tanti auguri per l'anno nuovo.

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