Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Spread in tensione sulla crisi di Atene

di Maximilian Cellino

L'illusione di essersi lasciati alle spalle il «caso Grecia» dura lo spazio di un mattino: Le Borse recuperano (Piazza Affari segna un rialzo massimo dell'1,6%) e torna a ridursi in modo sensibile lo scarto fra i BTp e i Bund (lo spread sui decennali scende fino a 350 punti base). Ma a metà giornata il vento cambia direzione, così i guadagni sull'azionario si riducono del tutto (il Ftse termina a +0,05%) e il differenziale Italia-Germania si riporta a quota 367, vicino cioè ai livelli di venerdì sera.
Sul momento qualcuno fra gli operatori punta il dito sull'asta dei BoT appena passata agli archivi: quella relativa al titolo a 12 mesi (vedi l'articolo in pagina) sembra avere qualcosa di strano perché se è vero che i tassi medi sono in discesa (2,23% dal 2,735% di un mese fa), il rapporto fra domanda e offerta (1,09) è inspiegabilmente basso e fa sorgere più di un dubbio. Un'ora dopo la Banca d'Italia spiega che problemi tecnici potrebbero essere all'origine dell'apparente incongruenza, ma l'umore degli investitori nel frattempo è già mutato, e non soltanto nel nostro Paese.
La frenata, pur se in modo meno pronunciato, coinvolge infatti anche il resto d'Europa: le Borse, che chiudono contrastate (-0,1% Madrid, +0,34% Parigi e +0,68% Francoforte) e l'euro, che torna sotto 1,32 dollari. Lascia invece ai margini New York, dove l'S&P sale dello 0,68% e il Nasdaq (+0,95%) raggiunge un nuovo massimo da fine 2000. A riprova che i movimenti hanno di nuovo inevitabilmente un collegamento con il salvataggio di Atene, che non è proprio una certezza nonostante il voto favorevole al piano di austerità espresso la sera precedente dal Parlamento greco fra le proteste della popolazione.
Gli scogli da superare, fanno notare i più scettici fra i trader, sono ancora numerosi: a cominciare dall'accordo con i privati per lo scambio dei titoli obbligazionari e dalla riunione dell'Eurogruppo che domani sera dovrebbe, in teoria, dare il via libera alla seconda tranche di aiuti da 130 miliardi di euro. Non è detto infatti che i leader europei non scelgano di posticipare ulteriormente la decisione, in attesa dei dettagli dello «swap», oppure chiedano maggiori garanzie sugli impegni da rispettare ai politici greci che nelle elezioni anticipate di aprile (annunciate proprio ieri) potrebbero sostituire il premier Lucas Papademos. La sensazione è che in giro ci sia ancora poca voglia di assumersi nuovi rischi dopo il rally delle ultime settimane, a maggior ragione in una situazione di perdurante incertezza sulla sorte della Grecia.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa