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Spread in discesa, Borse in recupero

La tensione sui debiti sovrani, tornata a farsi sentire nelle ultime settimane, ieri si è nettamente attenuata grazie ai positivi sviluppi registrati ad Atene e Lisbona. I mercati in particolare hanno accolto favorevolmente l’accordo di governo raggiunto sabato in Portogallo. La nomina a vice-premier di Paulo Portas, le cui dimissioni da ministro degli esteri avevano aperto la crisi politica nel Paese, di fatto allontana la prospettiva di elezioni anticipate. Una svolta che i mercati hanno mostrato di apprezzare vista la performance dei bond portoghesi. Il differenziale di rendimento con i Bund tedeschi, che la scorsa settimana aveva toccato un massimo da inizio anno a 555 punti, ieri ha chiuso a quota 509 mentre la Borsa di Lisbona ha guadagnato il 2,25 per cento. Netto anche il calo dello spread della Grecia (sceso a 902 punti) nel giorno in cui il Paese ha incassato il via libera della troika dei creditori internazionali allo sblocco della nuova tranche da 8,1 miliardi di euro di aiuti.
Il clima di fiducia sulla tenuta dell’unione monetaria ha aiutato, anche se in misura minore, anche i titoli italiani e spagnoli. Il differenziale tra Bund e BTp in particolare è ritornato sotto quota 270 chiudendo la seduta a 268 punti, ai minimi da un mese. Numeri che fanno ben sperare in vista dei prossimi appuntamenti del Tesoro come l’asta BoT a 3 e 12 mesi di domani e quella di CcTeu e BTp di giovedì quando saranno collocati titoli per un valore compreso tra 5 e 6,5 miliardi di euro.
Netto il riflesso su Piazza Affari, sempre molto sensibile ai movimenti dello spread. Spinto dai titoli finanziari come Mps (+6,39%), Azimut (+3,90%), Mediolanum (+3,32%) e Generali (+3,21%) l’indice Ftse Mib ha chiuso in rialzo dell’1,71 per cento. La performance di Milano è in linea con gli altri listini europei tutti in deciso rialzo guidati da Francoforte (+2,08%). La Borsa tedesca non ha risentito del dato negativo della produzione industriale che a maggio è scesa a sorpresa dell’1% rispetto ad aprile. Il mercato ha evidentemente mostrato di scommettere più sulla ripresa dell’economia americana dopo i dati sul mercato del lavoro migliori delle attese pubblicati venerdì scorso. La scommessa sulla crescita della prima economia mondiale ha alimentato ieri i rialzi di settori “ciclici”, cioè esposti alla congiuntura, come l’auto (+1,69%) e la chimica (+1,94%). Qualche indicazione in più in questo senso arriverà presumibilmente dai conti societari oltreoceano. La tornata delle trimestrali sarà inaugurata, come di consueto, dal colosso dell’alluminio Alcoa che nella notte ha pubblicato i risultati.
Sul fronte valutario l’euro ha recuperato terreno toccando un massimo di seduta a 1,2879 dollari. Il rialzo si è visto soprattutto nella seconda parte della seduta. In parte è stato innescato dall’ok della troika agli aiuti alla Grecia, in parte dalla relativa debolezza del dollaro che, dopo il balzo della scorsa settimana, è stato frenato dalle prese di profitto degli operatori. Impatto minimo dalle parole del governatore Bce Draghi che, in audizione all’Europarlamento, ha sostanzialmente ribadito quanto deciso al direttivo di giovedì scorso. E cioè che i tassi resteranno bassi finché sarà necessario.

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