Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Spread in calo, BTp sotto il 6,50%

di Luca Davi

Cautela: ecco la parola d'ordine che ieri ha ispirato gli operatori attivi sui listini mondiali. Cautela rispetto alla notizia di un possibile rafforzamento della potenza di fuoco del Fmi. Cautela rispetto all'attesa (positiva) conclusione delle trattative tra Grecia e i suoi creditori sulla svalutazione del debito ellenico. Cautela, infine, anche di fronte alla diffusione di dati macroeconomici americani, per lo più positivi. Ecco, in uno scenario che ieri è apparso favorevole al rischio, i mercati hanno preferito muoversi indossando gli occhiali della prudenza. E a fine giornata, dopo una seduta che era iniziata quasi con il turbo, hanno chiuso in sordina e pure contrastati: Londra ha guadagnato lo 0,15%; Parigi è arretrata dello 0,15%; bene Francoforte, che ha guadagnato lo 0,34% mentre Milano (-0,31%) e Madrid (-1,34%) hanno chiuso in territorio negativo. Entusiasmo più convinto si è registrato a Wall Street, dove l'S&P ha chiuso in progresso dell'1,1% sulla scia dei dati di Goldman Sachs, raggiungendo così i massimi da luglio.
La spinta del Fmi
Il principale driver rialzista della giornata si manifesta poco dopo le 11: è allora che le agenzie battono la notizia che il Fondo monetario internazionale punta a rafforzare fino a un tetto di mille miliardi le proprie risorse utili a salvaguardare l'economia globale da un peggioramento della crisi del debito in Europa. I traders schiacciano sul pedale degli acquisti, tanto che lo spread tra BTp e Bund scende sotto i 460 punti e gli indici azionari prendono la via dei forti rialzi. Ma dopo qualche ora arriva la precisazione: l'Fmi spiega che intende raccogliere 500 miliardi di dollari di nuove risorse dagli stati membri, inclusi dunque i 200 miliardi di dollari che l'Unione europea si è già impegnata a fornirgli. Insomma, un mezza delusione rispetto a quei 1.000 miliardi di dollari – in realtà riferiti alla stima potenziale di finanziamenti globali nei prossimi – inizialmente previsti. Tanto è bastato per togliere ossigeno al rally: il Ftse Mib, che fino ad allora era salito fino ai 15.476 punti, nel giro di qualche ora perde quasi tutto il guadagno, chiudendo a 15.278. Nonostante lo scoramento, l'indice milanese non perde colpi di fronte al nuovo intervento di Fitch, che avverte che a fine gennaio il nostro debito potrebbe scivolare di due gradini, sebbene non ci si aspetti un «rischio default».
L'attenzione degli investitori viene attratta anche da un altro elemento. Ovvero dall'evolversi della situazione greca: Atene infatti annuncia la ripresa dei colloqui con i suoi creditori privati, tanto che un accordo sul tema è possibile «prima della fine della settimana», come spiegherà nel pomeriggio un membro del gabinetto del ministero delle Finanze greco.
Spread ancora giù
Se si guarda al mercato dei titoli di Stato, si può dire che la tensione è rimasta sotto controllo. Da diverse sedute il mercato sta beneficiando degli intensi acquisti diretti di titoli sul mercato secondario da parte della Bce. Senza contare che il finanziamento a breve termine da parte dell'Eurotower alle banche italiane (il cosiddetto Ltro) sta prendendo la strada desiderata, ovvero quella delle scadenze dei titoli italiani a breve, come dimostra un calo dei rendimenti superiore al 50% nell'ultimo mese. Complici gli acquisti da parte degli investitori, anche stranieri, che stanno chiudendo posizioni ribassiste sui BTp, il differenziale tra Btp e Bund tedeschi ha così chiuso a 463 punti base (dai 471 della seduta precedente, con il BTp al 6,47%), contro i 340 punti dei titoli spagnoli e i 137 punti delle obbligazioni francesi. Ieri il rendimento tedesco peraltro è aumentato, nonostante la Germania abbia collocato titoli a due anni (Schatz) per 3,44 miliardi di euro, poco meno dell'importo massimo prefissato di 4 miliardi, registrando una forte domanda e un deciso calo dei rendimenti. Il rendimento medio è stato dello 0,17% contro lo 0,29% dell'analoga asta del 14 dicembre scorso. Positiva anche l'asta del Portogallo, che ha collocato titoli per 2,5 miliardi di euro, con una domanda di poco superiore al doppio dell'offerta. Una doppia iniezione di fiducia è infine arrivata da Oltre oceano: la prima è rappresentata dalla diffusione dei conti di Goldman Sachs: l'utile netto è calato del 58% a 1,01 miliardi di dollari e i ricavi sono scesi del 30% a 6,05 miliardi. Tuttavia il colosso ha battuto le attese degli analisti, tanto che in Borsa ha guadagnato il 6,8%. Sul fronte macro, invece, gli Stati Uniti hanno registrato flussi netti di capitale positivi per 48,6 miliardi di dollari a novembre, contro il calo analogo del mese prima. Gli impianti industriali, invece, hanno avuto un utilizzo del 78,1% a dicembre, in linea con le attese degli analisti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il management di Mediobanca confeziona una trimestrale con 200 milioni di utile netto, meno di un an...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Nessun rilancio sul prezzo, ma un impianto complessivamente più flessibile e con qualche passo avan...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le recenti modifiche apportate alla legge 130/1999 (disposizioni sulle cartolarizzazioni dei crediti...

Oggi sulla stampa