Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Spread, «controsorpasso» su Madrid

Controsorpasso. L’Italia si riporta in vantaggio sulla Spagna nella speciale «classifica dello spread». Da ieri il debito pubblico di Roma è tornato ad essere più affidabile rispetto a quello di Madrid sui mercati finanziari. È durato così solo cinque giorni il sorpasso di Madrid che il 9 settembre aveva agganciato e superato l’Italia annullando il divario di 100 punti base di inizio anno. Ieri i BTp sono stati i governativi più comprati fra i titoli dell’Eurozona con il rendimento dei decennali che è sceso al 4,4% (-2%). Anche i Bonos sono stati acquistati ma meno dei bond italiani (il rendimento è sceso dello 0,1%). Adesso la distanza a vantaggio dell’Italia è di 1 punto (se si considera il vecchio benchmark prendendo il BTp con scadenza maggio 2023) mentre se si fanno i calcoli con il nuovo BTp marzo 2024 la Spagna resta avanti 11 punti.
Tecnicismi a parte Roma ha recuperato una decina di punti su Madrid in poche sedute vedendo stringere anche lo spread con la Germania a 244 punti. Può aver influito la visita nella capitale di Olli Rehn, commissario europeo per gli Affari economici e monetari. Questi ha sì ammonito l’Italia sui rischi di uno sforamento del 3% sul deficit/Pil ma «probabilmente gli investitori si aspettavano un rimprovero più duro dopo la manovra del 28 agosto e la contestuale abolizione dell’Imu sulla prima casa», spiega un operatore. Restando sul mercato secondario si segnalano nuove vendite sul Bund tedesco che si riavvicina al 2% dopo che i mercati hanno metabolizzato l’indice Zew (che misura le aspettative economiche per la Germania) salito a settembre a 49,6 punti rispetto ai 42 del mese scorso battendo le stime (45). Un segnale interpretato da molti analisti come la conferma che il recupero della locomotiva tedesca (Pil 2013 atteso a +0,7%) potrebbe trainare altri Paesi del l’Eurozona.
Non ha perso terreno solo il Bund ma sono saliti anche i tassi degli altri bond europei (eccetto Italia, Spagna e Portogallo) alla vigilia della sentenza della Fed sul «tapering», il piano di riduzione degli stimoli monetari. L’attesa per quello che si candida ad essere il market mover dell’anno è infatti (quasi) finita. Questa sera sarà svelata dal governatore in scadenza Ben Bernanke la nuova politica monetaria. Gli analisti si aspettano una riduzione degli stimoli – che attualmente viaggiano al ritmo di 85 miliardi di dollari al mese – di 10 miliardi di dollari, mentre nessuna variazione è attesa sul fronte dei tassi di interesse. E sembra anche questa la “puntata” di Wall Street dato che l’S&P 500 ieri ha sfiorato il massimo storico a 1709 punti toccato il 2 agosto. Mentre i T-bond a 10 anni (che quel giorno prezzavano un rendimento del 2,6%) ieri si sono mossi poco dal 2,85%. Se Bernanke dovesse sorprendere annunciando un piano più restrittivo i listini – a detta degli operatori – potrebbero incassare il colpo.
Quanto all’Europa ha vissuto la vigilia del probabile tapering in modo guardingo e nervoso. L’unica a chiudere in tono positivo è stata Piazza Affari dove l’indice Ftse Mib ha guadagnato lo 0,11%. Lieve ribasso per gli altri panieri europei (Eurostoxx 50 a -0,13%) eccezion fatta per Londra (-0,8%) e Lisbona (-1,37%) che hanno archiviato perdite più consistenti.
A Milano si segnala il balzo di Mediobanca (+1,9%) dopo i conti dell’esercizio 2012-2013 (in rosso ma migliori delle attese) e l’annuncio che non distribuirà il dividendo. Bene Fiat (+0,24%), in controtendenza con le rivali dopo i dati sulle immatricolazioni in Europa, che hanno penalizzato di più Peugeot (-2,53%) e Volkswagen (-1,53%). Ma i veri protagonisti di giornata sono stati Cir (+6,89% a 1,22 euro) e soprattutto Cofide (+8,33% a 0,6 euro), le holding che fanno capo alla famiglia De Benedetti, dopo la sentenza della Cassazione sul Lodo Mondadori, che ha respinto il ricorso di Fininvest. In calo Mediaset (-0,59%) a 24 ore del voto della Giunta per le elezioni del Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi, che sarà il secondo market mover di giornata, anche se potrebbe essere offuscato dalle decisioni che prenderà la più grande banca centrale del pianeta.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

La pandemia, come tutte le rivoluzioni, ha accelerato il cambiamento anche nel mondo del lusso. Ha ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il varo del decreto Sostegni bis ripristina gli aiuti fiscali miliardari per le banche che si fonde...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il team Draghi-Cartabia scandisce le mosse sulla giustizia per portare a casa la riforma del proces...

Oggi sulla stampa