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Spread su, Borsa a +1,47 Mercati contraddittori

Da una parte Piazza Affari ha chiuso in crescita dell’1,47%. Dall’altra, seppure il rialzo dello Spread BTp-Bund a 209,8 punti base ha segnalato l’esistenza di un certo nervosismo, per gli stessi Titoli governativi è stata una seduta abbastanza tranquilla. Il che stupisce. In Italia infatti, nel pomeriggio di ieri, tirava molto forte il vento della crisi politica. Certo: i vari tira-e-molla all’interno dell’Esecutivo negli ultimi mesi possono avere indotto prudenza nel fare previsioni. E però l’escalation sul Governo giallo-verde era concreta e ben visibile.

Ciononostante, almeno nell’ultima seduta, gli investitori hanno acquistato azioni sulla piazza milanese. Il comparto dei titoli bancari, spesso considerato una cartina tornasole del rischio-Italia, è salito dell’1,74%. L’andamento, a ben vedere, ha consentito da un lato al “Ftse all share banks” di posizionarsi tra le migliori perfomance di giornata (la maglia rosa è indossata dai tecnologici in crescita del 3,49%). E, dall’altro, di riportare in territorio positivo il consuntivo delle azioni bancarie nel 2019.

Gli stessi bond governativi poi non hanno, per l’appunto, subito forti scossoni. È ben vero che il rendimento del BTp decennale è passato dall’1,4% di mercoledì all’1,5% di ieri. E tuttavia, di là dalla leggera minore pressione sul Bund tedesco, l’intero comparto globale del Titoli di Stato è stato caratterizzato da vendite. Tanto che lo stesso tasso del Treasury decennale, seppure rimanendo basso, è risalito un po’ all’1,75%.

A fronte di un simile contesto la domanda da porsi è: come si spiega la reazione dei mercati? «Gli investitori – risponde Carlo De Luca, responsabile asset management Gamma Capital Markets – sono concentrati su altre variabili. In questo momento il rischio Italia, almeno che non accadano eventi imprevedibili, è sullo sfondo». Gli operatori monitorano dapprima l’evoluzione «dello scontro commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina». Poi tentano di leggere le carte ai banchieri centrali. «Le attese, inutile negarlo, sono per le ulteriori mosse espansive sul fronte delle politiche monetarie».

In tal senso non deve stupire che la pubblicazione del Bollettino economico della Bce abbia aiutato i listini. Il contesto macro-economico negativo e l’inflazione che non si decide ad alzare la testa hanno indotto l’istituto centrale a mettere in risalto la necessità di una «politica monetaria altamente accomodante». Oltre che di «eventuali nuovi acquisti netti» di Titoli di Stato.

A fronte di simili indicazioni sono partiti i “buy”. Non solo su Piazza Affari ma sulle stesse altre Borse europe. Tanto che Parigi è salita del 2,3% mentre Londra e Francoforte hanno guadagnato rispettivamente l’1,2 e l’1,68%. Il tutto mentre Wall Street saliva anche sulle prospettive dell’ulteriore taglio dei tassi da parte della Fed nel prossimo settembre.

Insomma: i mercati da una parte monitorano la “trade war” e, in ipotesi, lo stesso rischio di “hard Brexit”; e, dall’altra, sperano nel “monetadone” delle banche centrali. L’Italia è, per il momento, un po’ dimenticata. Per questo, almeno ieri, Piazza Affari e rimbalzata. La tesi, va sottolineato, non trova tuttavia unanime consenso. C’è chi, come Angelo Drusiani, consulente di Banca Albertini, sottolinea che: «gli investitori possono prediligere il cambio dell’Esecutivo». Vale a dire? «L’ipotesi di una nuova maggioranza, nata da nuove elezioni, più “sensibile” alle esigenze dell’economia dell’attuale può essere finanche preferita dagli operatori».

La suggestione, a ben vedere, ha delle contro-argomentazioni. In particolare quella che, vista l’odierna debolezza dell’opposizione, il vincitore al voto più probabile sia una maggioranza di Destra. Una compagine che, secondo diversi esperti, rischia di essere maggiormente anti-europeista dell’attuale. Una condizione che il mercato di certo non ama. Per l’intanto, oggi, è attesa la nuova pagella di Fitch. Vedremo se già nella seduta odierna aumenterà il pressing sul mercato italiano.

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