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Spread all’inferno e ritorno Fitch: Italia a rischio bocciatura

All’inferno e ritorno. La crisi politica spaventa i mercati e preoccupa le cancellerie europee. Soffre lo spread che schizza fino a sfiorare quota 290, per poi ripiegare a 266: una «fiammata emotiva», così la definiscono gli esperti. Timorosa per le sorti del governo, soprattutto nelle prime battute, la Borsa di Milano arriva a perdere il 2,44%: dimezzerà il ribasso in chiusura, pur restando maglia nera in Europa, con i titoli bancari tra i più colpiti insieme a Mediaset. L’agenzia di rating Fitch minaccia una nuova bocciatura, perché pensa chela crisi non consentirà di rispettare gli impegni di bilancio. Il presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, teme che il Paese possa essere commissariato dalla Ue. “Stabilità ” reclamano anche i principali partner Ue: da Angela Merkel a Francois Hollande. Lo spagnolo Mariano Rajoy esprime pubblicamente la sua preoccupazione «per quel che sta accadendo in Italia che non aiuta la Spagna». Per la cronaca: lo spread sui Bonos è ora a quota 253.
I mercati seguono passo passo l’evolversi della situazione politica. Chi lavora ai terminali racconta che gli operatori scommettono su un Lettabis e intanto guardano alle possibili defezioni nel Pdl e ai contraccolpi nel governo. Ma un conto sono le intenzioni, un altro i fatti. E i fatti dicono che lo spettro dell’instabilità fa impazzire lo spread e tremare i listini, allarma gli industriali e assilla le cancellerie europee. Il timore diffuso è che, in caso di crisi, l’Italia ripiombi al centro della speculazione, mettendo così a soqquadro gli equilibri delicatissimi della zona euro. Una tempesta che, oltretutto, rischia anche di soffocare la fragile ripresa dell’economia Ue, già fiaccata da una dura recessione.
Sul piano più politico c’è la preoccupazione che vengano di fatto volatilizzati tutti i sacrifici fatti finora. «Delle imprese e dei cittadini», ricorda non a caso Squinzi che azzarda un calcolo: per voltare pagina, per riprendersi sul serio, il Pil dovrebbe crescere al ritmo del 2% l’anno. Timori anche dei sindacati: in una nota congiunta Cgil Cisl e Uil dicono «no», non si possono «anteporre gli interessi personali a quelli del Paese». Chi lo fa è «irresponsabile», puntualizza Susanna Camusso. I sindacati preannunciano assemblee nei luoghi di lavoro, presidi, volantinaggi dai supermercati alle chiese.
Sul piano internazionale, meglio ditante parole, parla la nota di Fitch: «La potenziale caduta del governo italiano mette a rischio gli obiettivi di bilancio e crea incertezza in un periodo cruciale». E ancora: «Una incertezza prolungata o una minor fiducia sul calo del debito/Pil dal 2014 sono inneschi potenzialmente negativi per il rating». Tradotto significa che il Paese rischia una nuova bocciatura. Basta dare un’occhiata ai siti dei principali giornali stranieri per tastare con mano l’apprensione e le ansie dei partner per i contraccolpi della crisi sulla stabilità di Eurolandia, con conseguente effetto-domino.
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