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Spread a 340, giù i tassi dei Bot. Scatta Piazza Affari, corre l’oro

ROMA — E’ stata, quella di ieri, una giornata decisamente positiva per i mercati: le Borse hanno chiuso in rialzo ed è calata in modo significativo la tensione sugli spread. In particolare Piazza Affari ha messo a segno un guadagno dell’1,19% e il differenziale di rendimenti tra i Btp decennali e i Bund tedeschi di uguale durata è sceso a quota 339 punti, al minimo dal 3 aprile scorso. L’asta dei Bot poi ha registrato un’alta domanda e tassi in calo di oltre un punto per i titoli a 12 mesi.
Le cose sono andate bene sin dall’apertura delle contrattazioni. Del resto è arrivato in mattinata il via libera della Corte costituzionale tedesca all’approvazione del fiscal pact e del nuovo fondo salva Stati da parte della Germania. Era il segnale che gli investitori aspettavano e le condizioni poste dalla Corte, sono apparse poco stringenti e comunque il mercato le aveva già scontate. Ne ha beneficiato subito l’euro che si è apprezzato nei confronti di tutte le valute toccando i massimi dall’11 maggio a 1,2935 dollari per poi rientrare in chiusura a 1,2896. In rialzo anche l’oro, in concomitanza con l’indebolimento del biglietto verde: sulla piazza di Londra il metallo prezioso è volato a 1.746,90 dollari l’oncia, la quotazione più alta dal 29 febbraio scorso.
In Italia del miglioramento di clima ne ha approfittato il Tesoro che ha collocato Bot per 12 miliardi a tassi in netto calo. In particolare sui Buoni annuali, offerti per 9 miliardi, le domande sono state pari a quasi 15 miliardi, per un cover ratio di 1,65, in linea con la media dell’anno. Il rendimento di aggiudicazione è risultato pari a 1,69%, l’1,08% in meno dell’asta precedente (2,77%) di fine agosto. Sui Bot a tre mesi, le richieste sono state pari a 6,7 miliardi, per un cover ratio di 2,25 ed i tassi sono scesi allo 0,70% dallo 0,87% di metà maggio. Sul secondario poi è proseguito l’andamento positivo dei titoli italiani con i rendimenti dei decennali che sono scesi al 5% facendo restringere lo spread a 339 punti. E ciò anche grazie al contemporaneo rialzo dei rendimenti dei Bund tedeschi tornati, sui decennali, all’1,60%. La minore appetibilità dei titoli a basso rischio, sicuri come quelli tedeschi, in una fase di rasserenamento dei mercati, si è riflessa anche sul mercato primario dove la Germania ha emesso oggi quattro miliardi di titoli a cinque anni con tassi in rialzo. E’ stato invece contrastato l’andamento dei Bonos spagnoli che hanno archiviato la seduta con un tasso del 5,55% e uno spread a 394 punti. Oggi comunque ci sarà un altro importante test per l’Italia con l’asta dei Btp.
Anche le Borse ieri hanno girato in positivo, trainate dai titoli bancari e da Wall Street che dopo un’apertura fiacca si è ripresa sull’attesa delle decisioni della Federal Reserve che oggi dovrebbe avviare una nuova importante operazione di quantitative easing, cioè di acquisto di titoli di Stato Usa, per rilanciare il mercato finanziario, l’economia e l’occupazione. Si tratterebbe della terza operazione, dopo quella, massiccia del 2009 a ridosso del crac della Lehman e quella di un anno fa. Ieri dunque listini in rialzo con Milano, la migliore, in progresso dell’1,19%, seguita da Madrid con lo 0,78%, Francoforte con lo 0,46% e Parigi con lo 0,18%. In controtendenza Londra che ha chiuso in calo dello 0,17%.
Alle buone notizie provenienti dai mercati, non hanno purtroppo corrisposto altrettanto favorevoli segnali dall’economia reale. Pur risultando meno pronunciata del previsto il calo della produzione industriale su base annua in luglio (-0,2% rispetto a giugno) è stato del 7,3%.

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