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Split payment, enti alla cassa

Enti pubblici alla cassa per il versamento dell’Iva da «split payment». Scade giovedì prossimo, 16 aprile, il termine per il pagamento dell’imposta sugli acquisti assoggettati al meccanismo speciale, divenuta esigibile nel mese di marzo. Entro lo stesso termine dovrà inoltre essere versata anche l’imposta dovuta per i mesi di gennaio e febbraio da parte degli enti che, in fase di prima applicazione delle nuove disposizioni, si sono avvalsi della possibilità di differire il pagamento per esigenze di adeguamento dei sistemi informatici. In base alle disposizioni del dm 23 gennaio 2015, attuative dell’art. 17-ter, dpr 633/72, le modalità di assolvimento dell’imposta addebitata dai fornitori sono differenti a seconda che i beni e servizi siano acquistati per le finalità istituzionali o per l’eventuale attività commerciale.

L’area dello split payment. Ai sensi dell’art. 17-ter del dpr n. 633/72, dal 1° gennaio 2015, per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello stato e dei suoi organi, anche dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei loro consorzi, delle camere di commercio, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, l’Iva è in ogni caso versata dagli enti stessi secondo modalità e termini fissati con decreto ministeriale. Sono escluse dal meccanismo speciale le operazioni per le quali gli enti acquirenti rivestono la qualifica di debitore dell’imposta secondo le disposizioni in materia di Iva (inversione contabile) e i compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenuta Irpef (d’acconto o d’imposta). Sono inoltre escluse le operazioni per le quali l’Iva, in forza di regimi particolari, non è evidenziata in fattura, nonché quelle documentate da scontrini o ricevute fiscali.

Termini e modalità di pagamento. Questi aspetti sono stati disciplinati dal dm 23 gennaio 2015, il quale stabilisce anzitutto che per le operazioni soggette a split payment l’imposta diviene esigibile al momento del pagamento dei corrispettivi, salva la facoltà per gli enti acquirenti di anticipare l’esigibilità al momento della ricezione della fattura. Non è più applicabile, invece, la disposizione del quinto comma, secondo periodo, dell’art. 6 del dpr n. 633/72, che consentiva ai fornitori di optare per l’anticipazione dell’esigibilità al momento della fatturazione.

Quanto alle modalità, il decreto ha istituito due canali differenti.

Acquisti per finalità commerciali

Gli enti che acquistano beni e servizi nell’ambito di attività commerciali soggette all’Iva devono assolvere l’imposta addebitata dai fornitori attraverso la registrazione della fattura a debito nella contabilità Iva, per cui il relativo importo concorre alla determinazione della liquidazione periodica del mese (o del trimestre) nel quale si è verificata l’esigibilità; l’imposta dovuta potrà così essere compensata con le eventuali detrazioni spettanti.

Acquisti per finalità istituzionali

Per gli acquisti effettuati dagli enti per gli scopi istituzionali, invece, l’Iva addebitata dai fornitori deve essere versata entro il 16 del mese successivo a quello in cui è divenuta esigibile:

– con il modello «F24 enti pubblici» da parte degli enti che hanno un conto presso la Banca d’Italia; nel modello occorre riportare il codice tributo 602E, il codice fiscale e la denominazione dell’ente e, nel dettaglio del versamento, il valore F nel campo «sezione», il mese per il quale si effettua il versamento nel campo riferimento A, l’anno d’imposta nel campo riferimento B;

– con il modello F24 normale da parte degli enti che hanno un conto con una banca convenzionata con l’Agenzia delle entrate; il codice tributo da indicare è 6040, la sezione da compilare «erario», mentre nel campo «rateazione» occorre indicare l’anno e il mese di riferimento del versamento;

– direttamente nel capitolo di bilancio 1203, capo 8, articolo 12, da parte degli altri enti.

In via transitoria, il decreto ha previsto che, in attesa dell’adeguamento dei sistemi informatici di contabilità, gli enti possono limitarsi ad accantonare l’Iva dovuta per versarla in un momento successivo, comunque non oltre il 16 aprile 2015. Il grosso dei pagamenti, quindi, arriverà giovedì prossimo (difatti nei primi due mesi l’Iva da split payment incassata dall’erario è solo di un milione di euro, si veda ItaliaOggi di ieri). Il pagamento del 16 aprile, quindi, può riguardare, oltre all’Iva dovuta marzo, quella dovuta per gennaio e febbraio; in tal caso, in mancanza di indicazioni specifiche, sarà opportuno effettuare un distinto versamento per ciascun periodo di riferimento.

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