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Spiragli sulla Grecia, più ossigeno da Draghi

I mercati aspettano gli sviluppi della situazione dapprima con una certa apprensione poi con maggiore fiducia.

Nell’intermezzo, non solo vola lo spread ma anche i rendimenti dei Btp rialzano per un po’ la testa ai valori d’inizio anno. Poi, nell’alternarsi di alti e bassi, recuperano fiato. Le Borse si risollevano e a fine giornata Milano chiude con un guadagno dello 0,37% .
Vertice a Francoforte sulla Grecia: la Bce decide di elevare di due miliardi di euro, fino a quota 78,9 miliardi, il tetto della liquidità di emergenza per le banche greche.
Si discute anche se innalzare o meno, magari dopo l’Eurogruppo di lunedì, il cosiddetto haircut sul collaterale, ossia la decurtazione del valore nominale dei bond offerti dagli istituti di credito ellenici a garanzia dei prestiti ricevuti. Il caso Atene preoccupa: la diplomazia economica cerca una intesa. Così, il ministro Varoufakis incontra il collega italiano Padoan, il premier Tsipras e il presidente della Commissione Ue Juncker discutono al telefono di salari e pensioni e il governo di Atene riassume 4000 statali licenziati durante l’austerity. Le voci su un non accordo all’Eurogruppo di lunedi si susseguono, i mercati sobbalzano e per un po’ lo spread torna sopra quota 140 . Padoan: «Non è ovvio che dipenda dalla Grecia. Potrebbe essere che i mercati si aspettano più crescita».
A Francoforte il presidente Draghi e i governatori europei cercano come possono di puntellare la situazione economica del Paese. In sede politica i ministri lavorano per un’intesa sul debito se non proprio in vista dell’Eurogruppo di lunedì, «forse un po’ più in là», come calcola Padoan, sicuro però che «c’è la volontà di tutti». Conferma Varoufakis: «Sono molto fiducioso. Con Padoan abbiamo un linguaggio e un obiettivo comune». Taglia corto Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo: «Non ci sarà nessun accordo lunedì: restano da risolvere molti problemi». In una nota congiunta, una modalità piuttosto rara che bene spiega le preoccupazioni dei creditori per Atene, la Commissione, la Bce e il Fmi scrivono di condividere «lo stesso obiettivo di aiutare la Grecia ad ottenere stabilità finanziaria e crescita e continuano a lavorare a stretto contatto e duramente per ottenere progressi concreti l’11 maggio».
Ma certo la riassunzione dei 4 mila statali non aiuta: è vista dai creditori come una sorta di sfida per un paese che ha le casse vuote anche se ieri ha trovato la maniera di rimborsare una rata da 200 milioni al Fmi.
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