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Spiragli su Atene, Borse Usa record

Alla fine è Atene la prima a fare un passo indietro nella serrata trattativa con i partner europei. La notizia secondo cui il governo Tsipras sarebbe pronto a richiedere un’estensione da quattro a sei mesi dell’attuale piano di salvataggio (fino a ieri sempre rigettato) è arrivata nel tardo pomeriggio di ieri a mercati europei chiusi. Le ripercussioni si sono viste sui listini americani con l’indice S&P500 che, dopo una prima parte della seduta in territorio negativo, è risalito fino a toccare un nuovo massimo storico. Una reazione si è vista anche sul cambio euro-dollaro. Le agenzie hanno battuto i primi “flash” della notizia intorno alle 18 e 30. Proprio in quai minuti l’euro ha registrato un rapido balzo da 1,14 a 1,1420 per poi ritracciare poco dopo. Si vedrà oggi la reazione dei mercati europei. Ma c’è da aspettarsi che sia positiva. 
Il passo indietro di Atene apre la strada alla firma di un accordo anche se non è chiaro a quali condizioni. Dettagli che tuttavia significano poco per i mercati, abituati a pensare soprattutto al breve termine. Quello che conta è che l’incubo di un’uscita dall’euro della Grecia sia scacciato. O quantomeno rimandato di sei mesi. Con un piano di salvataggio Atene non rischierà di finire in default ed è probabile che con un’intesa la Bce reinserisca i titoli di Stato greci nell’elenco dei collaterali (garanzie) che gli istituti di credito possono presentare per richiederle fondi. Questo significa nuovi e importanti fondi di finanziamento per le disastrate banche greche alle prese con una drammatica fuga di capitali.
La notizia dell’apertura di Atene è arrivata dopo giornate convulse segnate da pesanti accusa da entrambe le parti, incapaci di raggiungere un compromesso. Nonostante le cronache dell’Eurogruppo di lunedì avessero descritto come incandescenti le trattative e distanti anni luce le posizioni, ieri per le Borse è stata una giornata relativamente tranquilla. Le principali piazze continentali hanno oscillato sulla parità per buona parte della seduta. La chiusura di contrattazioni è stata in ordine sparso con Milano (+0,47%) e Londra (+0,6%) in rialzo, Francorte in leggero calo (-0,24%), Parigi e Madrid sostanzialmente invariate. Per Atene è stata un’altra giornata di forti vendite (-2,45%). Il tasso del titolo a due anni è balzato oltre il 18% mentre quello decennale ha superato il 10 per cento. L’avversione al rischio tuttavia non ha contagiato gli altri Paesi periferici: lo spread Bund-BTp è sceso da 134 a 131 punti. Un segnale che i mercati, nonostante i toni duri del confronto europeo, erano convinti che un accordo, in un modo o nell’altro, sarebbe stato raggiunto.
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