Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Spionaggio sull’affare Telecom. Assolto Tronchetti Provera

Avrebbe potuto beneficiare della prescrizione del reato maturata già prima della fissazione dell’Appello nell’ottobre 2014, invece con gesto inusuale Marco Tronchetti Provera ha rinunciato alla prescrizione per cercare una assoluzione nel merito. E ieri l’ha avuta: la Corte d’appello di Milano ha cancellato la condanna di primo grado nel 2013 a 1 anno e 8 mesi, e ha assolto — «perché il fatto non costituisce reato» e con il richiamo alla più ampia formula assolutoria — il presidente di Pirelli ed ex numero uno di Telecom dall’accusa di aver commesso ricettazione nell’autorizzare nell’estate 2004 l’utilizzo (propostogli dall’allora capo Giuliano Tavaroli della Security di Telecom in una riunione con i legali Francesco Chiappetta e Francesco Mucciarelli) di dati informatici rubati all’agenzia di investigazioni private Kroll, dati che provavano in Brasile lo spionaggio di Kroll ai danni di Tronchetti per conto dei suoi rivali sudamericani Carla Cico e Daniel Dantas. 
Centrale in questo processo a Tronchetti (azionista di Rcs tramite Pirelli) era la versione sulla riunione del 2004 data nel 2010 all’allora pm Alfredo Robledo da Tavaroli (3 anni e 8 mesi per i tanti reati della Security ): «Dissi agli avvocati che ci veniva offerta l’opportunità, tramite Ghioni (uomo di Tavaroli nella Security , ndr) e in cambio di 500.000 euro, di acquisire materiale di Kroll proveniente dall’hackeraggio fatto da un pirata informatico russo. Tronchetti disse: “Va bene, procedete, prendiamolo e poi facciamo la denuncia” contro Kroll. Io posi il problema di trovare una veste che potesse renderlo utilizzabile per una denuncia. Proposi che il cd apparisse inviato in forma anonima dal Brasile alla segreteria aziendale: questo escamotage venne accolto, il Presidente chiamò la sua segretaria» e la preavvisò. A detta dei due legali e di Tronchetti, invece, Tavaroli non esplicitò la provenienza furtiva del cd: «Non avevo dubbi — ha deposto Tronchetti — sull’operato dei miei collaboratori, certamente non degli avvocati ma neppure del signor Tavaroli, fino a quel momento dimostratosi meritevole della fiducia della società. Non c’era motivo di dubitare della liceità».
All’inizio dell’Appello sulla condanna a 20 mesi emessa dalla giudice Anna Calabi, la difesa di Tronchetti ha chiesto alla Corte un nuovo interrogatorio di Chiappetta e Mucciarelli (indagati dal pm Robledo per l’ipotesi di falsa testimonianza) per farvi entrare loro nuove dichiarazioni sotto forma di indagini difensive dei subentrati avvocati di Tronchetti, Marco De Luca e Giuseppe Lombardi: e cioè un verbale del 14 marzo 2014 nel quale Chiappetta si ricordava che «la decisione di presentare l’esposto alla magistratura brasiliana, in alternativa all’italiana, fu assunta su suggerimento dell’avvocato Mucciarelli che, dopo aver preso visione dei documenti cartacei messi a disposizione da Tavaroli, mi riferì di essersi recato alla Procura di Milano per preannunciare la possibile presentazione di un esposto, ma di aver ricevuto indicazione circa la non competenza di tale Procura, essendo i fatti avvenuti in Brasile»; e una lettera di Mucciarelli che, confermando di aver dato il consiglio legale sulla competenza brasiliana, non ricordava «che tale consiglio fosse seguito a uno specifico accesso in Procura a Milano».
Ieri la Corte ha deciso di non reinterrogare i due legali ma di acquisire come «prova nuova» le loro parole nelle indagini difensive di Tronchetti, così entrate fra le prove senza però possibilità di controesame da parte del pg Felice Isnardi (che farà ricorso in Cassazione) e degli avvocati di parte civile Guaineri e Lucia. La formula dell’assoluzione segnala che, sulla scorta delle indagini difensive e della acquisita sentenza d’Assise sui dossieraggi Telecom, i giudici Malacarne-Correra-Bocelli abbiano ritenuto che in Tronchetti mancasse l’elemento psicologico del dolo specifico del voler «trarre profitto», e dunque abbiano recepito l’impostazione difensiva per la quale «Tronchetti ignorava la provenienza illecita del cd», e «consentì all’acquisto delle informazioni, che Tavaroli diceva di potersi procurare, al solo fine di denunziare all’autorità giudiziaria le attività delittuose ai suoi danni».
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non ha tempi, non ha luoghi, non ha obbligo di reperibilità: è lo smart working di ultima generazi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Sono entusiasta di essere stato nominato ad di Unicredit, un’istituzione veramente paneuropea e ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il primo annuncio è arrivato all’ora di pranzo, quando John Elkann ha rivelato che la Ferrari pre...

Oggi sulla stampa