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Spinta di benzina e alimentari, l’inflazione risale all’1,9%

La crescita dei prezzi di beni alimentari, per la cura della casa e della persona (+1,8%), energia elettrica (+5,4), gas naturale (+5,9) e dei trasporti (+5,5) fa schizzare ad aprile il tasso di inflazione dell’1,9% rispetto allo stesso mese del 2016. Lo rivela l’Istat nell’indagine sui prezzi al consumo spiegando che le previsioni parlavano di un +1,8% dopo l’incoraggiante dato di marzo (+1,4), mentre su base mensile gli aumenti sono più contenuti(+0,4%).

Se l’inflazione si è messa a correre, sembra che pure il debito pubblico abbia ripreso a crescere facendo segnare un nuovo record: a marzo, secondo il fascicolo «Finanza pubblica, fabbisogno e debito» della Banca d’Italia, il debito delle pubbliche amministrazioni ha toccato i 2.260,3 miliardi, lievitando di 20,1 miliardi rispetto a febbraio. A innescare questa crescita, precisano da Bankitalia, il fabbisogno della Pa (pari a 23,4 miliardi) solo parzialmente compensato dalla diminuzione delle disponibilità liquide del Tesoro. Guardando ai sotto settori, il debito delle amministrazioni centrali è cresciuto di 20,3 miliardi, mentre quelle degli enti locali è diminuito di 0,2 miliardi. È invece rimasto sostanzialmente invariato il debito degli enti previdenziali.

Tornando all’inflazione, quello registrato a aprile è il tasso più alto da oltre quattro anni in Italia, a un passo da quello tedesco (+2%) e in linea con gli obiettivi delle politiche della Banca centrale europea. Dopo il periodo di deflazione del 2016, che oggi appare lontanissimo, la ripresa dei prezzi nei paesi dell’Eurozona, infatti, potrebbe complicare le strategie del presidente della Bce, Mario Draghi, volte a difendere le politiche espansive come il «Quantitative easing (Qe)». Inoltre, la ripresa dei prezzi in Italia non è tanto dovuta ai consumi, che nel primo trimestre dell’anno sono rimasti quasi fermi come volume, quanto a fattori esogeni come i prezzi dell’energia e dei trasporti. Ad aprile infatti oltre alla spinta in alto delle tariffe dell’energia elettrica (+5,4%) e del gas (+5,9), l’impennata dei prezzi dei servizi di trasporto è stata causata dalle vacanze di Pasqua e dal ponte del 25 aprile: in queste circostanze i biglietti dei traghetti sono quasi raddoppiati (+43,1%) rispetto allo scorso anno, ma incrementi molto sostanziosi li hanno avuti pure i ticket degli aerei (+36,9), mentre i biglietti ferroviari hanno subito aumenti molto più contenuti (+12,4).

Facendo una analisi territoriale dell’indice dei prezzi, si scopre che, da Bolzano (la più cara d’Italia con un tasso del 2,6%) fino a Bari e Napoli (+2), passando per Venezia (+2,5), Milano (+2,4), Firenze (+2,2), sono addirittura 11, tra capoluoghi e Comuni con più di 150 mila abitanti, le città che hanno aumenti non inferiori al 2%. In fondo alla classifica Ancona e Bologna con un’inflazione all’1,2%.

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