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Spinta Bce sul credito a famiglie e imprese

Le politiche di stimolo monetario della Bce fanno sentire i loro effetti sull’economia reale dell’area euro. E in particolare sul credito alle imprese che, secondo quanto ha comunicato ieri la stessa Bce, a febbraio ha registrato un incremento anno su anno dello 0,9 per cento. Numeri che segnano una chiara accelerazione rispetto ai dati di gennaio quando l’aumento era stato dello 0,6 per cento. Si tratta del maggior incremento mensile dal 2011. Anche i prestiti alle famiglie seguono questa dinamica positiva dato che a febbraio c’è stato un incremento dell’1,6% anno su anno dal +1,4% di gennaio.
I numeri pubblicati dalla Bce si riferiscono ad un periodo che precede l’annuncio dell’estensione del Quantitative esing. Non è escluso quindi che nei prossimi mesi ci possano essere nuovi aumenti. Anche per effetto dell’importante novità dei finanziamenti agevolati Tltro vincolati al credito all’economia reale. Il meccanismo che regola queste operazioni punta a premiare le banche che fanno più prestiti. Per chi eroga più fondi questi finanziamenti da parte della Bce potrebbero arrivare ad essere a tasso negativo. Di fatto la banca centrale europea si troverebbe a pagare le banche per fare credito all’economia reale. Secondo le stime di Prometeia questa misura potrebbe liberare sul mercato qualcosa come 300 miliardi di euro di nuovi crediti.
Il canale delle aste Tltro peraltro non è l’unica novità importante che la Bce ha svelato al direttivo di marzo. Sempre per favorire il finanziamento all’economia reale infatti la Bce ha deciso di includere tra i titoli acquistabili con il Quantitative easing anche in bond societari ad alto rating (i cosiddetti titoli investiment grade). La misura ha fatto crollare i rendimenti del mercato delle obbligazioni corporate. Il tasso medio di un titolo quinquennale investiment grade europeo, che a inizio anno era intorno all’1% oggi si attesta allo 0,73% e in netto calo risultano anche i tassi dei titoli che non sono inclusi nel Qe di Draghi: i titoli high yield. Questo significa che, oltre che al canale bancario, le aziende possono trovare credito anche su quello obbligazionario.

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