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Spesometro verso un invio più light

Correzioni last minute per lo spesometro 2015. I tempi sono strettissimi visto che ormai è già partito il conto alla rovescia per l’invio dei dati all’agenzia delle Entrate attraverso il modello polivalente: le scadenze, infatti, sono quelle del 10 aprile per gli operatori che liquidano l’Iva mensilmente e del 20 aprile per chi la liquida, invece, ogni trimestre. A quanto risulta al Sole 24 Ore sono allo studio possibili interventi per rendere meno «pesante» la comunicazione. In realtà, i fronti aperti sono tre a causa dei nodi che sono arrivati al pettine con l’adempimento di quest’anno. Si tratta di enti pubblici, commercianti al dettaglio e tour operator. Soprattutto negli ultimi due casi sta salendo il pressing sull’amministrazione finanziaria per arrivare ad alcune esclusioni negli obblighi di trasmissione.
Ma andiamo con ordine. Sul versante della pubblica amministrazione l’ipotesi allo studio è quella di un esonero dall’invio sulla falsariga del provvedimento delle Entrate del 5 novembre 2013 che aveva disposto una sospensione dell’obbligo di trasmissione per il 2012 e 2013 e un riavvio dal 1° gennaio 2014 solo per i documenti non soggetti all’emissione della fattura elettronica. In realtà, un ulteriore esonero che potrebbe preludere a un’abolizione definitiva anche perché bisogna considerare due aspetti tutt’altro che irrilevanti. In primo luogo, la fattura elettronica è già diventata obbligatoria per tutta una serie di pubbliche amministrazioni già dal 6 giugno scorso prima dell’estensione a tutti gli altri enti della Pa che scatta proprio da oggi (si veda l’approfondimento a pagina 45). In secondo luogo, le fatture commerciali sono già monitorate dal 1° luglio 2014 con la piattaforma dei crediti della Pa. Questo vuol dire che l’amministrazione finanziaria può già adesso accedere alle informazioni relative alle transazioni commerciali tra gli operatori privati e la controparte pubblica senza quindi dover attendere la trasmissione attraverso lo spesometro.
Il secondo fronte aperto (e su cui i diretti interessati attendono una risposta) riguarda tutti gli esercenti al dettaglio per i quali l’agenzia delle Entrate, con un provvedimento del 2 agosto 2013, aveva concesso con riferimento, però, solo alle comunicazioni relative al 2012 e 2013 di trasmettere al fisco tutte le operazioni fatturate a privati cittadini solo se di ammontare superiore a 3.600 euro. Una decisione presa all’epoca a seguito delle difficoltà esposte dalle relative associazioni di categoria nell’estrazione delle informazioni relative alle fatture espressamente richieste dai clienti. In pratica, quindi, per il 2014 i commercianti al minuto dovrebbero segnalare tutte le operazioni fatturate a soggetti senza partita Iva a prescindere dall’importo. In realtà, a favore di un possibile ampliamento dell’esonero, potrebbe militare più che altro una considerazione di ordine pratico, ossia che soprattutto i soggetti di piccole dimensioni si trovano a emettere poche fatture (perché rilasciano più frequentemente scontrini e ricevute) e per importi limitati. Pertanto si rischierebbe di richiedere uno sforzo non proporzionato all’effettivo obiettivo in chiave antievasione.
Strettamente connesso alla questione precedente c’è anche quella dei tour operator (si veda l’articolo in basso). Lo stesso provvedimento emanato per i commercianti aveva previsto anche per questi soggetti l’obbligo di inviare le fatture emesse solo per importi superiori a 3.600 euro ma soltanto per il 2012 e il 2013.

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