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Spesometro, urge una proroga

Pressing di professionisti e imprese per la proroga dello «spesometro». Questa la richiesta congiunta delle associazioni sindacali dei professionisti e delle imprese che, stremati dalla rincorsa alle scadenze, chiedono di posticipare il termine per l’invio delle comunicazioni dei dati Iva (cosiddetto «spesometro»), dopo aver atteso il software di controllo recentemente messo a disposizione con il modello «polivalente» e aver riscontrato numerose incoerenze tra modelli e istruzioni.

Il prossimo 12 novembre scade il primo termine di presentazione dell’elenco delle operazioni rilevanti ai fini Iva, ma soltanto lo scorso 10 ottobre è stato approvato e pubblicato il modello «polivalente» destinato alla comunicazione di questi dati e di quelli inerenti alle operazioni eseguite con San Marino o con operatori collocati in territorio a fiscalità privilegiata (cosiddetta «black list») e, infine, solo pochi giorni fa, precisamente il 25 ottobre, è stato messo a disposizione il software di controllo dei dati, necessario per verificare la corretta compilazione del modello.

La scadenza per il primo invio è fissata al prossimo 12 novembre, con la conseguenza che restano poco meno di otto giorni lavorativi per eseguire l’adempimento richiesto.

Le associazioni sindacali dei commercialisti riunite in coordinamento (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Unagraco, Ungdced e Unico) hanno inviato congiuntamente una lettera al ministro dell’economia, Fabrizio Saccomanni, e al direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, per richiedere, essenzialmente, il differimento delle scadenze del 12 e del 21 novembre nel rispetto del comma 2, dell’art. 3, legge 212/2000 (Statuto dei diritti del contribuente) e della concreta attuazione della «semplificazione tributaria».

Il comma 2, del citato art. 3 dello Statuto dei diritti del contribuente, in effetti, dispone che «le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia fissata anteriormente al sessantesimo giorno dalla data della loro entrata in vigore o dell’adozione dei provvedimenti di attuazione in essere espressamente previsti», mentre il comma 1, dispone che «le modifiche introdotte si applicano solo a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore delle disposizioni che lo prevedono».

Sulla medesima falsariga, le associazioni sindacali delle imprese, con particolare riferimento alla Confederazione dell’industria manifatturiera italiana e dell’impresa privata (Confimi Impresa) che, con un’ulteriore lettera al dicastero e alle Entrate a firma del direttore generale, Fabio Ramaioli, e del responsabile del coordinamento fiscale, Francesco Zuech, hanno ribadito la necessità della proroga, anche per talune problematiche irrisolte, per alcune incongruenze riscontrate nelle istruzioni e per refusi ed errori presenti sul modello polivalente. Confimi impresa osserva, inoltre, come la proroga sia doverosa anche in considerazione delle nuove disposizioni introdotte dall’art. 29 del decreto «del Fare». Norma che introduce nell’ordinamento italiano (sull’esempio della Commissione Ue e di altri paesi dell’Unione) il nuovo principio (in linea con lo spirito dello Statuto del contribuente) in base al quale l’efficacia dei nuovi obblighi amministrativi a carico di cittadini e imprese deve essere fissata solo a partire dal primo luglio o dal primo gennaio successivo all’entrata in vigore delle nuove disposizioni. Non ultimo occorre evidenziare che la pubblicazione dei modelli grafici e delle relative istruzioni è avvenuta direttamente sul sito (lo scorso 10 ottobre) senza che la medesima sia stata accompagnata da appositi provvedimenti o comunicazioni ufficiali; comunicazione che (diversamente da quanto previsto dal punto 10.7 del provvedimento n. 94904 di agosto 2013) non ha interessato nemmeno la pubblicazione (avvenuta solo sul sito) delle specifiche tecniche contenenti l’aggiustamento degli errori e refusi (si veda tabella) contenuti nei tracciati allegati al provvedimento.

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