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Spesometro, si cambia

Arriverà entro l’estate un provvedimento dell’agenzia delle Entrate che chiarirà il regime applicativo dello spesometro, riformato dal decreto fiscale (Dl 16/12). E si profila la possibilità di invii cumulativi di fatture, non ordinate per singolo cliente o fornitore. Deve invece essere ancora deciso, dopo aver discusso con gli operatori, se le operazioni di minimo valore (come le commissioni incassate dalle agenzie di viaggio, pagate dai vettori di cui hanno venduto il servizio) vadano comunque segnalate o si debba ipotizzare una soglia minima.
Il regime applicativo va determinato alla luce della semplificazione che lo spesometro (istituito due anni fa dal Dl 78/10) ha subìto a marzo con il Dl 16/12 (si veda la scheda a destra). È previsto un incontro fra agenzia delle Entrate e operatori il prossimo 6 giugno. L’emanazione del provvedimento è attesa entro la prima metà di luglio.
«La nostra proposta – spiega Roberto Bellini, direttore generale di Assosoftware – è di comunicare tutto nel dettaglio, cioè operazione per operazione. Intuitivamente può sembrare il contrario, ma in realtà è molto più semplice gestire un flusso continuo piuttosto che selezionare operazioni per verificare se si superano certe soglie: occorre creare aggregazioni o sommatorie, ad esempio per clienti o fornitori, che poi vanno controllate e gestite, sia dai soggetti economici sia dall’agenzia delle Entrate».
E proprio all’Agenzia si sta valutando la capacità del sistema dell’Anagrafe tributaria di ricevere la valanga di documenti da inviare ogni fine aprile. La risposta pare affermativa, ma dall’amministrazione arriva la richiesta di non aspettare sempre l’ultimo momento utile, per evitare di creare malfunzionamenti.
«Il sistema della soglia – spiega Antonio Vento, responsabile fiscale di Confcommercio –, come si è avuto modo di sperimentare, aveva creato non poche complicazioni e l’invio singolo pare non preoccupare troppo i nostri operatori. Resta invece aperta la questione per i soggetti che ricevono o effettuano micro-pagamenti. Su questo aspettiamo le indicazioni dei nostri operatori, ma credo che la creazione di una soglia, in questo caso, possa essere opportuna anche per facilitare il compito di chi deve adempiere all’obbligo». Così come un invio cumulativo senza alcun ulteriore intervento per cliente-fornitore potrebbe essere preferito dal mondo dei professionisti (ad esempio i medici), di norma non attrezzati con software che gestiscano le singole fatture.
Intanto, sempre sul fronte delle operazioni con i clienti finali, resta da chiarire il regime per quei soggetti che devono emettere fattura su richiesta del cliente ma non sono tenuti ad avere il registro delle fatture (come, ad esempio, gli albergatori). «In questi casi – conclude Vento – resta da capire come gli operatori si devono comportare: non avendo il registro, il reperimento delle fatture può risultare piuttosto laborioso. E in ogni caso occorre un sistema di reperimento informatico che poi ne consenta l’invio».

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