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Spesometro, ritocchi a metà

Nulla di fatto sulla richiesta di concedere la «rimessione nei termini» (lo «scudo» per proteggere i contribuenti da eventuali sanzioni, in caso di ritardi negli adempimenti, causati dallo sciopero proclamato dal 26 febbraio al 6 marzo). E la conferma che il semaforo verde sarà acceso su una correzione (a metà) concernente lo Spesometro: sarà semestrale l’invio dei dati delle dichiarazioni Iva nel 2017, mentre al momento non viene accolta (la disponibilità espressa a parole non troverà, cioè, una immediata «diretta applicazione legislativa») la proposta di fissare una scadenza annuale per il 2018. È quanto emerso dalla riunione di ieri mattina del tavolo tecnico convocato al ministero dell’Economia dal viceministro Luigi Casero per discutere con i vertici del Consiglio nazionale e dei sindacati dei commercialisti, insieme al direttore dell’Agenzia delle entrate Rossella Orlandi, delle istanze presentate dalla categoria, e tentare di trovare delle soluzioni che possano indurre i professionisti a revocare l’astensione dal lavoro. Astensione che, a seguito del faccia a faccia in via XX settembre, si saprà «a breve» quale destino avrà: se verrà, cioè, confermata per gli otto giorni consecutivi fissati dopo la manifestazione di piazza dei commercialisti del 14 dicembre del 2016, a Roma, oppure se (in considerazione di quanto esposto da Casero e Orlandi) l’iniziativa verrà cancellata.

La categoria è uscita dal confronto alquanto rasserenata per alcune «aperture» dell’Amministrazione finanziaria, tese, è stato sottolineato, con una nota congiunta delle parti, a valorizzarne il ruolo e la partecipazione attiva alla stesura dei provvedimenti normativi che la riguardano: in particolare, è stato sottolineato, due appuntamenti la vedranno protagonista «la prossima settimana», quando prenderanno il via i primi tavoli tecnici su antiriciclaggio e fisco digitale (che comprende il delicatissimo versante dell’ampliamento della fatturazione elettronica, procedura, aveva voluto specificare il viceministro nei giorni scorsi, che «semplifica molto il quadro e permette di svolgere al professionista un’azione di consulenza e all’impresa di semplificazione sui dati»). Si tratterà di percorsi che «vedranno il Consiglio nazionale coinvolto sin dalle fasi iniziali dei processi decisionali», come peraltro invocato dal nuovo presidente Massimo Miani; ai commercialisti, inoltre, è stato riconosciuto il valore dell’operato svolto in quanto «mediatori nei rapporti tra cittadino e Amministrazione finanziaria dello stato», parole che, hanno messo nero su bianco i professionisti, preludono ad un dialogo con il ministero che Casero si è «impegnato a mantenere, prima e dopo la proclamazione dello sciopero».

È, dunque, vicina la decisione sulla conferma, o meno dell’astensione del lavoro. Nel contempo, i sindacati hanno tirato le somme su quanto del loro «pacchetto» di 12 proposte (si veda anche ItaliaOggi del 25 gennaio 2017) è stato, o meno, concretamente recepito. Come già accennato, il provvedimento di «rimessione in termini», sebbene sollecitato dall’Autorità di garanzia nel documento firmato dal presidente della Commissione Giuseppe Santoro Passarelli (in cui si chiedeva di «considerare la sussistenza dei presupposti per la concessione» ai contribuenti, per scongiurare sanzioni, della misura) non ci sarà, secondo quanto hanno riferito sia il presidente dell’Anc Marco Cuchel, sia la consigliera nazionale dell’Adc Maria Pia Nucera, così come non è stata accettata la proposta sulla rottamazione delle cartelle, ossia la possibilità di una maggiore rateizzazione di almeno 36 mesi con applicazione di una sanzione del 10%; sì, invece, alla richiesta di adeguamento della normativa fiscale a seguito dell’applicazione principi contabili Ias. «Il problema non è tanto lo Spesometro così come ci viene calato dall’altro, ma l’impostazione del rapporto fisco-contribuente», a giudizio del presidente dell’Andoc Amedeo Sacrestano, che ha contestato «l’atteggiamento spesso ostativo dell’Agenzia delle entrate nei nostri confronti».

A ritenere «apprezzabili» le aperture sulla semplificazione fiscale è stata, la presidente del Comitato unitario delle professioni (Cup) Marina Calderone, giacché «danno forza all’emendamento sullo Spesometro nel decreto Milleproroghe» all’esame del Senato. «Con Miani, che è coordinatore dell’area giuridico-economica del Cup, abbiamo condiviso la necessità di garantire il coinvolgimento preventivo dei professionisti in tavoli permanenti sin dalla fase di predisposizione degli atti normativi», ha concluso.

Simona D’Alessio

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