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Spesometro con modifiche soft

Modifiche «soft» all’orizzonte sullo Spesometro 2017: la sforbiciata sul numero delle comunicazioni Iva (che il decreto fiscale 193/2016 ha fatto salire ad otto adempimenti trimestrali) dovrebbe trovare spazio nel provvedimento «Milleproroghe» (dl 244/16), all’esame del Senato. È questo, stando a quanto risulta a ItaliaOggi, l’unico restyling probabile, rispetto alle richieste di correzione approdate sul tavolo del ministero dell’economia dal mondo dei lavoratori autonomi, che puntano a sciogliere «nodi» che, ha dichiarato la presidente del Comitato unitario delle professioni (Cup) Marina Calderone, «toccano aspetti fondamentali per l’operatività degli studi professionali». L’organismo che riunisce gli Ordini delle varie categorie ha appena sottoposto un documento ai vertici del dicastero di via XX Settembre con «concrete proposte di semplificazione»: nel testo c’è, appunto, la proposta di abolizione del comma 1, dell’articolo 4, del decreto 193/16 e, con esso, «il nuovo obbligo comunicativo trimestrale dei dati di tutte le fatture emesse e ricevute» o, in alternativa, si avanza l’idea che l’obbligo di comunicazione «avvenga con periodicità semestrale e in forma semplificata, aggregando i dati delle operazioni svolte per singolo cliente/fornitore». Un capitolo, questo della riduzione delle scadenze, già protagonista delle trattative che stanno conducendo con il viceministro Luigi Casero e il direttore dell’Agenzia delle entrate Rossella Orlandi le sette sigle sindacali dei commercialisti (Adc, Aidc, Anc, Andoc, Unagraco, Ungdcec e Unico), in attesa di una nuova convocazione del tavolo tecnico (si veda ItaliaOggi del 25/1/17). A tal proposito, non è da escludere che i colloqui in corso (accomunati dalla volontà di ottenere sì una semplificazione fiscale, ma orientati pure, con una visione di più ampio respiro, all’ottenimento di un «riconoscimento del ruolo dei professionisti quali risorsa per l’Amministrazione finanziaria», come scandito da Calderone) possano proseguire su un unico binario, magari con la partecipazione al tavolo del Consiglio nazionale dei commercialisti, il cui nuovo presidente, Massimo Miani, si insedierà ufficialmente alla metà di febbraio. Quanto alle restanti sollecitazioni del Cup alle Istituzioni, non sembrano esserci, al momento, speranze che si traducano in revisioni normative. Fra queste la richiesta di «differimento stabile al 31 marzo del termine di trasmissione telematica all’Agenzia delle Entrate delle Certificazioni uniche (Cu)», e la modifica della norma sulla definizione agevolata dei ruoli affidati all’agente della riscossione (art. 6 del decreto 193), laddove «la presentazione dell’istanza non produce effetti nei confronti dell’Inps in merito al rilascio del Documento unico di regolarità contributiva (Durc), con impossibilità per i contribuenti» di «ottenere il pagamento dai propri clienti».

Simona D’Alessio

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