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Spesometro in cerca di alleggerimenti

Il nuovo elenco clienti e fornitori/spesometro, dopo i problemi operativi degli anni passati, non si presenta al suo primo appuntamento sotto i migliori auspici.
I dubbi sollevati in questi giorni dai lettori sullo spesometro mettono in evidenza alcune criticità connesse alle regole con cui le singole categorie di contribuenti, in base a regolamentazioni che si sono sedimentate nel tempo, gestiscono la certificazione dei corrispettivi sia nei confronti di altri operatori economici che nei confronti dei consumatori privati. Queste criticità a dire il vero potrebbero essere, nella maggior parte dei casi, risolte con l’emanazione del provvedimento da parte del direttore dell’agenzia delle Entrate che regolamenterà le modalità con cui i modelli dovranno essere compilati e inviati al fisco.
Proprio per questo si è cercato di sintetizzare qui a fianco i principali problemi che necessitano di un chiarimento da parte dell’agenzia delle Entrate oltre a elborare alcune proposte di soluzione che in via regolamentare potrebbero essere adottate con il predetto provvedimento. Ulteriori suggerimenti potranno arricchire questo primo set di richieste nei prossimi giorni anche sulla base di stimoli che potrebbero arrivare dai lettori e dalle associazioni di categoria.
Ancor prima di analizzare alcune delle proposte indicate sembra necessario e opportuno ribadire che i numerosi adempimenti comunicativi che, allo stato attuale, sono richiesti ai contribuenti potrebbero essere totalmente eliminati ovvero assorbiti in un unico adempimento automatico. Infatti, si potrebbe finalmente avere il coraggio di introdurre (ovviamente con un congruo termine di adeguamento) l’obbligo generalizzato del ricorso alla fattura elettronica strutturata, vale a dire costruita con un formato stabile e predefinito che consenta al fisco di ottenere in tempo reale l’evidenza delle transazioni commerciali realizzate dai propri contribuenti. Questa soluzione rispetterebbe in pieno le richieste di Bruxelles e in particolare si collocherebbe nel solco tracciato dalla Commissione europea con la comunicazione sul futuro dell’Iva (COM/851 del 6 dicembre 2011), comunicazione che è stata approvata definitivamente dal Consiglio europeo il 15 maggio 2012. Il consiglio in particolare ha sottolineato che l’impegno di tutti gli Stati è quello di realizzare un sistema Iva più semplice, solido ed efficiente adattato al mercato unico.
Nell’immediato si deve provvedere a rendere più semplice gli adempimenti connessi a quest’obbligo.
Proprio in questa logica, la principale semplificazione che il provvedimento di attuazione dell’elenco clienti e fornitori potrebbe introdurre è di rendere chiaro e possibile, come hanno sottolineato le associazioni di categoria in alcuni tavoli di lavoro, l’invio delle operazioni in modo puntuale, vale a dire operazione per operazione.
Riunire tutte le operazioni in modo sistematico in relazione a tutte le transazioni avvenute con i singoli clienti e fornitori determina l’obbligo per i contribuenti di realizzare un’elaborazione specifica. Al contrario l’invio puntuale potrebbe essere realizzato in modo del tutto automatico.
A questa semplificazione dovrebbe essere affiancato il principio che le operazioni da comunicare sono quelle registrate. In altre parole la semplificazione deriverebbe dal fatto che il sistema informatico di gestione contabile potrebbe, partendo dalle operazioni annotate e a disposizione nella contabilità del contribuente, prelevare i dati risultanti dai registri e inviarli direttamente al fisco.

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