Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Spesometro, il debutto è limitato alle operazioni oltre 25 mila euro

di Franco Ricca 

Per lo «spesometro» si avvicina il momento della prima, anche se sarà un debutto dalle dimensioni contenute. Entro la fine dell'anno (ma in effetti il termine slitta al 2 gennaio 2012) i contribuenti Iva dovranno trasmettere la comunicazione telematica istituita dall'art. 21 del dl n. 78/2010, relativamente alle operazioni effettuate nel corso del 2010. In fase di prima applicazione, il provvedimento attuativo dell'Agenzia delle entrate del 22 dicembre 2010 ha previsto che dovranno essere segnalate soltanto le operazioni di importo pari o superiore a 25 mila euro (al netto dell'Iva) documentate da fattura. Dall'anno 2011 (comunicazione da trasmettere entro il 30 aprile 2012), l'importo scende a 3 mila euro, soglia prevista dalla legge, e l'obbligo è esteso (ma solo dal 1° luglio scorso) alle operazioni non documentate da fattura.

Il tracciato della comunicazione, da trasmettere esclusivamente per via telematica, è stato definito per la terza volta con il provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 16 settembre 2011. L'adempimento non è di semplicissima gestione, anche perché riguarda le singole operazioni effettuate nel corso di un anno con clienti (anche privati) e fornitori, e non l'ammontare complessivo delle transazioni del periodo. Numerosi chiarimenti sono stati forniti dall'Agenzia con la circolare n. 24 del 30 maggio 2011 e con un recente documento dell'11 ottobre 2011, che raccoglie le risposte ai quesiti di associazioni di categoria e offre lo spunto per una panoramica aggiornata sull'adempimento.

Contribuenti obbligati alla comunicazione. L'ambito soggettivo dell'adempimento, definito al punto 1.1 del citato provvedimento dell'Agenzia delle entrate del 22 dicembre 2010, è stato completato, in corso d'opera, con il successivo provvedimento del 21 giugno 2011, oltre che dai chiarimenti contenuti nella circolare n. 24/2011.

In via di principio, sono tenuti alla comunicazione i soggetti passivi dell'Iva, ovviamente quando effettuano operazioni, attive o passive rilevanti ai fini dell'imposta, e non quando agiscono in veste di consumatori finali.

Gli enti non commerciali sono pertanto tenuti all'adempimento limitatamente alle operazioni effettuate nell'esercizio delle attività commerciali o agricole; al riguardo, è da ritenere che l'obbligo sussista anche per gli acquisti destinati sia all'attività d'impresa che alla sfera istituzionale.

Non è determinante il luogo in cui il soggetto è stabilito, sicché l'obbligo riguarda anche i soggetti esteri titolari di una posizione Iva in Italia, accesa direttamente ai sensi dell'art. 35-ter del dpr 633/72 oppure mediante rappresentante fiscale, naturalmente allorquando effettuino o ricevano operazioni territoriali transitate dalla posizione nazionale.

In mancanza di disposizioni di esonero, l'obbligo riguarda anche i curatori fallimentari e i commissari liquidatori, per le operazioni effettuate/ricevute in tale veste, nonché le persone fisiche che si avvalgono del regime delle nuove iniziative produttive di cui all'art. 13 della legge n. 388/2000.

L'Agenzia ha ritenuto invece di poter escludere dall'obbligo le persone fisiche che si avvalgono del regime per i contribuenti minimi, così come disciplinato dalla norma istitutiva dell'art. 1, commi 96 e seguenti, legge n. 244/2007 (e modificato, con effetto dal 2012, dal dl n. 98/2011), per le quali l'adempimento richiederebbe oneri non proporzionati, anche in considerazione del fatto che tali soggetti fruiscono dell'esonero da qualsiasi obbligo Iva, eccettuato quello di certificazione dei corrispettivi. L'esclusione verrà però meno dall'anno successivo a quello nel corso del quale il regime speciale cesserà si applicarsi per il venir meno delle condizioni di legge (conseguimento di ricavi o compensi superiori a 30 mila euro, l'effettuazione di cessioni all'esportazione ecc.); se però viene superato il limite di 30 mila euro di oltre il 50%, il regime speciale cessa di applicarsi dall'anno stesso in cui si è verificato il superamento, per cui, in tal caso, il contribuente sarà obbligato alla comunicazione per tutte le operazioni «sopra soglia» effettuate a decorrere dalla data in cui vengono meno i requisiti per l'applicazione del regime semplificato. L'esonero accordato ai contribuenti minimi potrà causare disallineamenti nell'elaborazione delle informazioni acquisite attraverso le comunicazioni, poiché non si estende ai loro clienti, i quali, come confermato dall'agenzia nel documento del 21 ottobre scorso, saranno tenuti a comunicare le operazioni «sopra soglia» effettuate nei confronti dei predetti contribuenti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa