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Spesometro con i buchi

Lo spesometro ancora non funziona. È possibile infatti, nonostante quasi una settimana di blocco, visualizzare dati di altri utenti con le proprie credenziali. A denunciarlo una nota delle sette sigle sindacali dei dottori commercialisti (Adc – Aidc – Anc – Andoc – Unagraco – Ungdcec – Unico) inviata ieri dopo che il direttore dell’Agenzia delle entrate, Ernesto Maria Ruffini, in audizione davanti la commissione anagrafe vigilanza tributaria ha dichiarato che: ««Nessun utente può più visualizzare dati di altri soggetti per i quali non è stato espressamente delegato dal sistema».

I sindacati dei professionisti però danno una versione diversa e più inquietante di una situazione che appare decisamente fuori controllo: «L’aspetto più grave è che la vulnerabilità del sistema sul fronte della privacy non è stata risolta» scrivono i commercialisti. «Se per l’anomalia riguardante la ricerca per ID delle ricevute di trasmissione, la situazione è rimasta immutata, per quanto riguarda il problema del codice fiscale, è stato inserito un alert che informa l’utente sul rispetto della normativa sulla privacy e sulle responsabilità connesse agli eventuali abusi che possono essere rilevati». In serata arriva una nuova nota del consiglio nazionale che non getta acqua sul fuoco ma che chiede all’Agenzia un intervento chiarificatore sugli interventi messi in campo: «Oggi sono continuati a pervenire al Consiglio nazionale centinaia e centinaia di messaggi dai nostri colleghi e dagli Ordini territoriali della categoria che ci segnalano come il portale dedicato allo spesometro potrebbe consentire ancora violazioni della privacy e/o incertezze sulla trasmissione dei dati. Si tratta di una situazione sulla quale fare chiarezza definitiva». È quanto affermano i consiglieri nazionale dei commercialisti delegati alla fiscalità, Gilberto Gelosa e Maurizio Postal. «Per uscire da questa situazione», proseguono, «chiediamo al Mef e alla Ade un’immediata verifica ispettiva e, qualora le segnalazioni di irregolarità fossero confermate, la sospensione dell’adempimento fino a quando non saranno messi a disposizione mezzi di trasmissione sicuri». Intanto al ministero dell’economia continuano i lavori per fissare una proroga lunga ma non più del 15/10 e operare una revisione dello spesometro sulla disapplicazione delle sanzioni anche se aumentano le voci che ne chiedono, di fronte a questa situazione, l’abolizione. Ieri il direttore delle entrate, in audizione, ha ripercorso la vicenda dello spesometro precisando che: «Non vogliamo alimentare polemiche. Stiamo cercando di risolvere i problemi, dando disponibilità a Sogei e aspettando da Sogei le risposte in merito alla gestione del sito. Per quanto riguarda il ruolo di Sogei», ha aggiunto, «spetta al parlamento decidere l’assetto organizzativo dell’amministrazione finanziaria. Per l’esperienza da amministrato delegato di Equitalia posso dire che con Sogei ci sono stati rapporti proficui ma Equitalia, a differenza dell’Agenzia delle entrate, aveva una struttura di technology interna molto numerosa e quindi in grado di interloquire in maniera diversa con Sogei. In queste settimane mi sono reso conto di quanto lavoro ci sia da fare. C’è molto, molto da fare. La macchina fiscale», ha concluso, «è per tangibilità della situazione un cantiere perennemente aperto. Ci si sta impegnando molto».

Cristina Bartelli

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