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Spesometro con deroga

Deroga dello spesometro per i dati 2015 in arrivo. Secondo quanto risulta a ItaliaOggi, infatti, l’Agenzia delle entrate sta ultimando il provvedimento con cui anche per il 2016 riconosce l’esonero degli invii, da parte delle imprese, dei corrispettivi al di sotto dei 3.600 euro lordi. Stesso esonero previsto per le pubbliche amministrazioni qualora dovessero emettere delle fatture.

Dal 2016 il problema dovrebbe essere mandato in soffitta, con l’entrata a regime della fatturazione elettronica. Nelle scorse settimane Rete imprese Italia prima, e l’associazione dei comuni italiani (Anci) poi, hanno preso carta e penna e scritto a Rossella Orlandi, direttore dell’Agenzia delle entrate per chiedere un intervento sospensivo sull’adempimento di aprile.

La lettera di Rete imprese Italia. La deroga per lo spesometro per gli invii sotto 3.600 euro anche per il 2106 è stata chiesta da Rete imprese Italia. Anche per l’anno di imposta 2015, dunque, l’associazione spera nell’esonero delle comunicazioni per le operazioni attive per le quali è emessa fattura di importo unitario non superiore a 3.600 euro al lordo Iva. L’associazione delle piccole imprese ricorda che anche per l’anno 2014, come per gli altri due anni precedenti, è stato consentito l’esonero.

Rete Imprese auspica quindi che l’Agenzia delle entrate, in vista della scadenza del 10 aprile per i contribuenti mensili e del 20 aprile per i contribuenti trimestrali, intervenga con un provvedimento di deroga.

Rete imprese, sul punto, si chiede se le informazioni relative a tali operazioni, spesso di importo limitato, possano effettivamente apportare un reale beneficio in termini di contrasto all’evasione o, «piuttosto, non appesantiscano la mole, già imponente, di informazioni, in possesso dell’amministrazione finanziaria e da vagliare ai fini del controllo dei contribuenti».

La lettera dell’Anci. L’associazione chiede l’esonero dell’adempimento di comunicazione all’anagrafe delle operazioni rilevanti ai fini Iva alla luce di una progressiva semplificazione degli adempimenti di natura tributaria. Il punto per l’Anci è che sebbene lo scenario di riferimento dei dati 2015 è mutato rispetto al 2014 (primo anno di esonero della comunicazione ai fini rilevanti Iva e introduzione dello split payment) non è mutata la complessità di quello scenario. «Si segnala», scrive l’Anci che «a partire dal 31 marzo 2015, tutti gli acquisti delle pubbliche amministrazioni sono tracciati, dal momento che vige l’obbligo della fatturazione elettronica per l’acquisto di beni e servizi da parte di tali soggetti (fattura P.a.), così come previsto dalla legge finanziaria 2008, e che quindi l’assolvimento di tale adempimento, già di per sé, non necessita di ulteriori comunicazioni all’agenzia delle entrate, essendo il contenuto informativo della fattura P.a. standardizzato». Inoltre l’adempimento richiesto rileva per i primi tre mesi del 2015 periodo, fanno notare dall’Anci, nel quale non vi era ancora l’obbligo della fatturazione elettronica e che dunque «richiederebbe uno sforzo, umano ed informatico eccessivo per la grande maggioranza dei comuni italiani».

Cristina Bartelli

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