Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Spesometro, c’è spazio per l’auto

di Federico Gavioli 

L'Agenzia delle entrate con la circolare n. 28/E del 21 giugno 2011 ha chiarito, in riferimento al nuovo strumento dello spesometro, che rientrano nell'obbligo di comunicazione all'amministrazione finanziaria anche le cessioni di auto. L'importante chiarimento, di conseguenza, interessa anche gli agenti e i rappresentanti di commercio che utilizzano l'autovettura per svolgere la propria attività.

Si tratta di uno dei chiarimenti resi dall'Agenzia delle entrate con la suindicata circolare che ha raccolto, codificato e ufficializzato le risposte fornite nei tradizionali incontri con la stampa specializzata tenutisi nei primi mesi dell'anno.

Il nuovo accertamento sintetico, delineato dalla Manovra d'estate 2010 contenuto nell'art. 22, comma 1, dl n. 78/2010, convertito dalla legge n. 122/2010, individua nel c.d. «spesometro» uno dei metodi attraverso i quali il Fisco può determinare sinteticamente il reddito complessivo del contribuente.

Lo «spesometro» determina sinteticamente il reddito sulla base delle «spese di qualsiasi genere» sostenute dal contribuente nel periodo d'imposta. L'Agenzia delle entrate, per ottenere tali dati, potrà contare sulle comunicazioni obbligatorie delle cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali i corrispettivi dovuti risultano di importo pari o superiore a 3 mila euro, al netto dell'Iva; 3.600 euro, al lordo dell'Iva, per le operazioni per le quali non ricorre l'obbligo di emissione della fattura, che andranno comunicate a far data dallo scorso 1° luglio 2011. Solo per l'anno 2010 il limite è stato elevato a 25 mila euro e riguarda le operazioni soggette a obbligo di fattura, che tutti i soggetti passivi Iva dovranno trasmettere relativamente alle operazioni del 2010 entro il 31 ottobre 2011 e, per le annualità successive, entro il 30 aprile di ogni anno.

Sono obbligati alla comunicazione di cui all'art. 21 dlgs n. 78/10, tutti i soggetti passivi Iva che effettuano operazioni rilevanti ai fini di tale imposta. In particolare, i predetti contribuenti hanno l'obbligo di presentare, esclusivamente in via telematica, all'Agenzia delle entrate, la comunicazione dei dati concernenti le operazioni rilevanti ai fini Iva:

rese a soggetti nei confronti dei quali sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini Iva (clienti);

ricevute da soggetti titolari di partita Iva, dai quali sono stati effettuati acquisti rilevanti ai fini dell'applicazione dell'imposta (fornitori);

rese a soggetti nei confronti dei quali non sono state emesse fatture per operazioni rilevanti ai fini Iva (consumatori finali, tra i quali anche imprenditori e professionisti che hanno acquistato beni e servizi non rientranti nell'attività d'impresa o di lavoro autonomo).

La disposizione normativa in esame e il provvedimento non prevedono ipotesi di esclusioni soggettive dall'obbligo di comunicazione che è fissato, pertanto, in capo a tutti i soggetti passivi ai fini dell'Iva. Sono, quindi, obbligati a detta comunicazione anche i soggetti indicati nei seguenti punti: i soggetti in regime di contabilità semplificata (imprese ed esercenti arti e professioni); gli enti non commerciali, limitatamente alle operazioni effettuate nell'esercizio di attività commerciali o agricole, i soggetti non residenti con stabile organizzazione in Italia, quelli operanti tramite rappresentante fiscale, ovvero identificati direttamente; i curatori fallimentari e i commissari liquidatori per conto della società fallita o in liquidazione coatta amministrativa; i soggetti che si avvalgono della dispensa da adempimenti per le operazioni esenti ai sensi dell'articolo 36-bis del dpr n. 633/73 (esempio agenti servizi finanziari), i soggetti che applicano il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo ai sensi dell'art. 13, legge n. 388/00.

Successivamente con provvedimento di rettifica del direttore dell'Agenzia delle entrate del 21 giugno 2011, n. 92846 è stato disposto che lo stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri organismi di diritto pubblico sono esclusi dalla platea dei contribuenti chiamati a comunicare le operazioni Iva di importo pari o superiore a 3 mila euro. L'esclusione da ogni adempimento relativo alle comunicazioni delle operazioni rilevanti ai fini Iva è dovuta alle peculiari modalità di tenuta della contabilità da parte delle amministrazioni pubbliche, che potrebbero rendere particolarmente difficile l'individuazione delle operazioni da segnalare. Il provvedimento mette, inoltre, a disposizione nuove specifiche tecniche al posto di quelle pubblicate con il provvedimento del 22 dicembre 2010: ciò al fine di semplificare ulteriormente gli obblighi di comunicazione per i contribuenti, migliorando la qualità delle informazioni trasmesse.

Un breve cenno anche al redditometro si ritiene necessario; è uno strumento di accertamento del reddito complessivo prodotto dalle persone fisiche ed è stato modificato dall'articolo 21 del dl 78/2010 (Manovra estiva 2010). Costituisce un criterio di determinazione sintetica del reddito complessivo netto delle persone fisiche, fondato su elementi e circostanze di fatto indicativi di capacità contributiva. Tale tipo di accertamento si basa sulla differenza tra la capacità contributiva di spesa del contribuente o del suo nucleo familiare e quanto da lui dichiarato.

La circolare n.28/E dell'Agenzia delle entrate ha sostanzialmente ribadito quanto affermato nel corso di Telefisco 2011; l'autovettura rientra nello spesometro anche se i veicoli sono registrati al Pra, ma non sono monitorati dall'Anagrafe tributaria. In particolare alla domanda se le cessioni di immobili e di autoveicoli rientrassero nell'obbligo di comunicazione, i tecnici delle Entrate ricordano che al fine di limitare gli adempimenti a una ristretta platea di titolari di partita Iva, il direttore dell'Agenzia delle entrate con provvedimento del 22 dicembre 2010 ha escluso dall'obbligo di comunicazione le operazioni che hanno costituito autonomo oggetto di comunicazione all'Anagrafe tributaria. Sono pertanto esenti da tale obbligo di comunicazione le operazioni riguardanti le cessioni di immobili mentre devono essere comunicate le cessioni di autoveicoli, nonostante il particolare regime pubblicistico cui sono assoggettati tali beni, in considerazione del fatto che «esse non costituiscono oggetto di monitoraggio da parte dell'Anagrafe tributaria ai sensi dell'art. 7 del dpr n.605 del 1973». In sintesi l'Agenzia delle entrate con il suindicato documento di prassi ministeriale ufficializza la necessità di includere nello spesometro gli acquisti e le vendite di automobili.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa