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Spesometro alla prova del primo invio

di Sergio Pellegrino e Giovanni Valcarenghi

Prima scadenza per lo spesometro. Domani è l'ultimo giorno (a meno di proroghe dell'ultimo minuto) per comunicare online alle Entrate le operazioni Iva relative all'anno 2010 di importo pari o superiore a 25mila euro. Nei prossimi 30 giorni, quindi fino al prossimo 1º marzo, sarà invece possibile inviare – senza applicazione di sanzioni – una comunicazione sostitutiva, previo annullamento della precedente. Le indicazioni in tal senso si ricavano sia dal provvedimento delle Entrate del 22 dicembre 2010 sia dalla circolare 24/E/2011 (paragrafo 5). Oltre tale data, scatta la violazione di omissione o infedeltà della comunicazione, con la conseguente applicazione delle sanzioni edittali (da 258 a 2.065 euro), salvo la riduzione ottenibile con il ravvedimento operoso.
Al forum di Telefisco 2012 sono arrivate molte domande sull'adempimento. In linea di principio, per il 2010, bisogna individuare le operazioni fatturate e rilevanti ai fini Iva (per tali si intendono anche gli interi corrispettivi delle operazioni del margine) che, singolarmente considerate, sono pari o superiori a 25mila euro, con esclusione delle ipotesi oggetto di specifica esclusione (importazioni ed esportazioni, operazioni con Paesi black list già censite nelle apposite comunicazioni, informazioni già censite dall'Agenzia ai sensi dell'articolo 7 del Dpr 605/1973, operazioni comunitarie già indicate in Intrastat, passaggi interni di beni tra rami d'azienda). Oltre all'indicazione delle operazioni singolarmente sopra soglia, la difficoltà maggiore si riscontra nell'individuazione delle operazioni relative a contratti collegati, frazionati, o con corrispettivo periodico. In tali ipotesi, infatti, la verifica del superamento della soglia quantitativa rilevante deve essere effettuata in via mediata, considerando delle informazioni che non sono direttamente desumibili dalle singole registrazioni contabili. Per i contratti collegati, l'Agenzia – dopo un'indicazione del 22 dicembre scorso – ha successivamente precisato che non ricorre la casistica per il semplice fatto che due soggetti pongano in essere più operazioni tra loro autonome nel corso dell'anno (quindi, non sono contratti tra loro collegati quelli che si riscontrano in caso di plurimi acquisti presso il medesimo fornitore); diversamente, il collegamento sorge nel caso di esistenza di una accordo di fornitura continuativa di beni e/o servizi. A livello pratico, dunque, dopo avere escluso la ricorrenza del collegamento, ci si dovrà limitare a segnalare le operazioni (fatture) di ammontare imponibile superiore a 25mila euro; mentre in presenza di collegamento, si dovrà fornire al software una precisa istruzione in modo che lo stesso possa "testare" l'ammontare rilevante cumulando più documenti.
Operazioni frazionate
Particolare attenzione alle ipotesi degli acconti (erogati o ricevuti) a fronte di operazioni che hanno trovato completamento nel successivo esercizio. I problemi riguardano la conoscenza del contenuto della transazione, in quanto, ancora una volta, bisogna impartire apposite istruzioni al software che, ragionando in modo automatico, andrebbe erroneamente a escludere un'operazione sotto soglia (acconto).
Le operazioni con corrispettivo periodico vanno inserite se il valore annuo supera la soglia dei 25mila euro. Va posta attenzione al fatto che il corrispettivo rileva per la verifica della soglia, mentre poi oggetto della comunicazione saranno le sole operazioni registrate sui libri Iva.

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