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Spesometro 2010 in scadenza, istruzioni last minute dal fisco

di Franco Ricca 

Scade il 31 gennaio il termine per la trasmissione dello «spesometro 2010», la comunicazione telematica delle operazioni Iva di importo non inferiore a 25 mila euro fatturate nel corso del 2010. In concomitanza con la penultima scadenza, che era stata fissata, come si ricorderà, per il 31 dicembre 2011, il quadro normativo si è arricchito di ulteriori chiarimenti, resi dall'Agenzia delle entrate in risposta ai quesiti delle associazioni di categoria e raccolti in un documento, datato 22 dicembre 2011, consultabile sul sito Internet dell'Agenzia, e successive precisazioni in data 13 gennaio 2012. Nuove precisazioni sono emerse poi nel corso del videoforum di ItaliaOggi-Ipsoa del 18 gennaio scorso.

È quindi il caso di fare nuovamente il punto della situazione, con specifico riferimento alla comunicazione in scadenza, relativa alle operazioni 2010, per la quale valgono alcune specificità.

Soggetti tenuti alla comunicazione per il 2010. In via di principio, sono tenuti alla comunicazione i soggetti passivi dell'Iva.

Gli enti non commerciali sono tenuti all'adempimento limitatamente alle operazioni effettuate nell'esercizio delle attività commerciali o agricole, anche se si tratta di acquisti destinati solo in parte all'attività d'impresa.

L'obbligo riguarda anche:

– i soggetti esteri titolari di una posizione Iva in Italia, accesa direttamente ai sensi dell'art. 35-ter del dpr 633/72 oppure mediante rappresentante fiscale, naturalmente allorquando effettuino o ricevano operazioni territoriali transitate dalla posizione nazionale,

– i curatori fallimentari e i commissari liquidatori, per le operazioni effettuate/ricevute in tale veste,

– le persone fisiche che si sono avvalse del regime delle nuove iniziative produttive di cui all'art. 13 della legge n. 388/2000.

Sono escluse, invece, le persone fisiche che si sono avvalse del regime per i contribuenti minimi, così come disciplinato dalla norma istitutiva dell'art. 1, commi 96 e seguenti, legge n. 244/2007.

Con il provvedimento del 21 giugno 2011, sono stati inoltre esclusi dall'obbligo lo stato, le regioni, le province, i comuni e gli altri organismi di diritto pubblico.

Le operazioni da segnalare. Per l'anno d'imposta 2010, l'obbligo di comunicazione riguarda le operazioni, attive e passive rilevanti ai fini Iva, dotate cioè dei requisiti soggettivo, oggettivo e territoriale, di importo non inferiore a 25 mila euro, soggette all'obbligo di fatturazione, indipendentemente dal trattamento concretamente applicato (imponibile, non imponibile, esente). Sono però previste alcune esclusioni (si veda la tabella).

Una disciplina particolare è dettata per le operazioni di leasing, nonché di noleggio di mezzi di trasporto (si veda altro articolo in pagina). In via di principio, dunque, devono essere comunicate le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nell'esercizio di imprese, arti o professioni nel territorio dello stato, mentre non devono essere comunicate le operazioni che difettano di uno dei tre presupposti (es. operazioni non territoriali, comprese quelle per le quali è obbligatoria l'emissione della fattura, addebiti esclusi dalla base imponibile ai sensi dell'art. 15, dpr 633/72 ecc.); al riguardo, l'Agenzia ha ritenuto di poter escludere anche le operazioni soggette ai regimi speciali monofase dell'art. 74, primo comma, dpr 633/72.

Relativamente all'aspetto oggettivo, l'Agenzia ha precisato che l'obbligo riguarda anche:

– le operazioni esenti effettuate in regime di dispensa dagli adempimenti ex art. 36-bis, dpr 633/72,

– corrispettivi derivanti dalla raccolta delle giocate con gli apparecchi da intrattenimento soggetti al Preu, spettanti al gestore e all'esercente,

– corrispettivi derivanti dalle singole giocate del lotto,

– corrispettivi dovuti dalle Asl alle farmacie in base alle distinte riepilogative degli enti.

Ovviamente, per l'anno 2010 l'obbligo sussiste soltanto in presenza di fattura e al superamento della soglia monetaria di cui sopra.

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