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Spesi 2,5 mld per visitare l’Expo

Con Expo Milano 2015 l’Italia ha innescato nel mondo una gara a esibire le rispettive tipicità. Ed è stata promossa dai suoi cittadini che al 31 ottobre avranno speso complessivamente 2,5 mld di euro per visitare l’Esposizione. E che, nella stragrande maggioranza, hanno espresso un giudizio più che positivo sui contenuti e sull’organizzazione dell’evento.

Sono le evidenze salienti delle due ricerche, una qualitativa e l’altra quantitativa, affidate da Coldiretti al Censis e all’Istituto Ixè e presentate lunedì scorso al Conference center di Expo. Il presidente Coldiretti, Roberto Moncalvo, moderando il convegno intitolato «L’eredità di Expo per cambiare l’Italia», ha rimarcato i risultati in termini di visibilità del ruolo degli agricoltori. Coldiretti ne ha portati in Expo 30 mila nella giornata dell’agricoltura il 15 settembre e 150 mila nei sei mesi. Un ruolo, quello di Coldiretti a Expo, «che è andato oltre la sua stessa rappresentanza all’interno della categoria», ha riconosciuto il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, nel suo intervento al convegno. Tornando a quanto emerso dalle ricerche, un’analisi accurata del Censis sui padiglioni di Expo rileva come la stragrande maggioranza dei paesi partecipanti abbia rincorso l’Italia sul tema della tipicità. Ma il modello italiano, per il Censis, non teme confronti, perché può contare su filiere pervase dalla qualità in tutti gli snodi, dal campo alla tavola, strettamente legate al territorio, non replicabile altrove. Un approccio nettamente diverso dalla filosofia incentrata sul valore del brand che prevale all’estero. Roberto Weber, presidente dell’Istituto Ixè, ha invece sottolineato come da una prevalenza di Expo-scettici, rilevata nel 2014 in un sondaggio per la trasmissione di Rai3 Agorà, in quello realizzato per Coldiretti a pochi giorni dalla chiusura di Expo Milano 2015 s’è passati a un 85% di Expo-entusiasti (45% molto, 40% abbastanza). Hanno apprezzato soprattutto gli spettacoli dell’Albero della vita (46%), di cui Coldiretti è stato finanziatore con circa 3 mln euro, e le feste di prodotto (23%). E ritengono che l’Esposizione abbia contribuito a far conoscere le culture di altri paesi (52%), a sensibilizzare sul tema della sicurezza alimentare (38%) e dei cambiamenti climatici (11%). E che avrà effetti positivi sull’immagine all’estero dell’Italia (61%). A visitare l’Esposizione universale è stato un pubblico largamente rappresentativo della popolazione italiana, con una leggera prevalenza di giovani, d’occupati e di residenti nel Centronord. Il 52% c’è stato una volta sola, ma il 48% c’è tornato almeno 1 volta. Fra i padiglioni più apprezzati dai visitatori guidano la classifica col 21% a pari merito il Giappone, Palazzo Italia e il Padiglione Zero. Nonostante il 73% degli intervistati si sia lamentato delle lunghe code ai padiglioni, i visitatori italiani hanno accettato di mettersi in fila mediamente per 2,7 ore per vederli. Per il 34% infine il ricorso al virtuale è stato eccessivo.

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