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Spesa a mezzanotte: sbagliato vietarla Non sarebbe la città più smart d’Italia

Giovanni Cobolli Gigli, Federdistribuzione

«Sono qui per strada, sto camminando lentamente, molto lentamente, verso casa…». A Giovanni Cobolli Gigli non difettano garbo e presenza di spirito. Il presidente di Federdistribuzione, associazione che raggruppa le insegne di super e ipermercati, risponde al telefono verso le 7 di sera. Conosce già quale sarà il tema della conversazione ed entra subito in argomento.

Lentamente come auspicato dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala, giusto?

«Infatti. Ho letto la sua idea di una Milano che dovrebbe rallentare. E mi permetta di dire che io Sala lo stimo moltissimo, per tutto quello che ha fatto per Milano ancor prima di diventare sindaco, quando era alla guida di Expo».

Però…

«Però su una cosa non sono d’accordo. Va bene la città smart e pronta a investire sulla qualità della vita. Fin qui ci siamo. Ma poi quando dice che i negozi aperti 24 ore su 24 sono un errore, davvero non riesco più a seguirlo».

Fare la spesa alle due di notte è davvero necessario?

«Potrei dirle che non dobbiamo essere da meno di New York e delle grandi città americane, sempre accese giorno e notte. E invece non è nemmeno questo il punto. Le nostre città sono diverse. Tanto che i negozi aperti 24 ore su 24 in Italia non sono più di 150 su 50 mila punti vendita della distribuzione moderna. Tanto rumore per nulla».

Perché è importante che questi 150 restino aperti h24?

«È semplice: la giornata lavorativa dalle 9 alle 17 non esiste più. Milano è la città smart per eccellenza, dove anche i lavoratori dipendenti hanno la libertà di organizzare i tempi del lavoro e della vita privata. E allora è non solo normale ma anche giusto che si lasci la libertà alle imprese della distribuzione moderna di fornire un servizio a chi ha scelto di fare tardi in ufficio o smonta dal turno in ospedale».

Il mercato vince su tutto? Il sindaco un mesetto fa ha detto che la stagione dei centri commerciali a Milano è finita.

«Se non ci fosse la domanda, sarebbero gli imprenditori per primi ad abbassare le saracinesche con qualche ora d’anticipo. Per quanto riguarda gli orari, vorrei far notare che l’offerta del servizio si sta dilatando anche in altri settori, dai concessionari di automobili alle banche».

E le domeniche? Indispensabile tenere aperto?

«Chi vende online è già aperto 24 ore su 24, festività comprese. Vogliamo chiudere anche loro?».

Milano è stata la prima città a sperimentare l’apertura di un supermercato h24.

«Non sarà un caso, no? Era il 2012. Da allora le esigenze di Milano sono andate ancora di più in questa direzione. E anche grazie al lavoro di Sala: Expo ha reso la città ancora più smart. Se c’è posto in cui rallentare non ha senso, almeno sugli orari dei negozi, questo è proprio Milano».

Rita Querzé

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