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Sperimentazione addio

Corretti alcuni «errori tecnici» (sulla classificazione dei principi attivi e delle sostanze allucinogene) e stop all’obbligo di sperimentazione da parte dell’Aifa, Agenzia del farmaco, di medicinali «off label», esclusi, cioè, dalle prescrizioni espresse nel foglietto illustrativo. Due le modifiche varate dalle commissioni giustizia e affari sociali di Montecitorio al decreto 36/2014 (Disposizioni urgenti in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui al decreto del presidente della repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, nonché di impiego di medicinali meno onerosi da parte del Servizio sanitario nazionale) ieri pomeriggio, poco prima che il governo ponesse la questione di fiducia; l’esame blindato in Aula partirà oggi, con l’obiettivo di far viaggiare il testo in maniera spedita verso l’altro ramo del Parlamento, garantendone l’approvazione prima della scadenza, il 20 maggio. Il voto di fiducia sul dl droga inizierà dalle ore 18, come ha stabilito la conferenza dei capigruppo. Alle 16 inizieranno le dichiarazioni di voto. Domani il voto finale al provvedimento.

Cardine delle norme al vaglio dei deputati la reintroduzione della distinzione fra droghe leggere e pesanti, dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della legge Fini-Giovanardi (49/2006), che comporta la classificazione in diverse tabelle, con conseguente previsione di differenti sanzioni. Rimane, pertanto, confermata, riferisce a ItaliaOggi Pierpaolo Vargiu (Sc), relatore insieme a Donatella Ferranti (Pd), l’impostazione sulla punibilità del reato di piccolo spaccio di droga, laddove la pena minima cala da un anno a 6 mesi e quella massima da 6 a 4 anni, la cui gradualità verrà stabilita dal magistrato, in considerazione della quantità e della qualità dello stupefacente, e «si evita, dunque, che si finisca in carcere». Sono stati compiuti «passi in avanti nelle commissioni, dando spazio all’opposizione», prosegue, ricordando che «il fine comune era perseguire il recupero sociale dei tossicodipendenti, visto che l’approccio repressivo si è finora dimostrato fallimentare». Quanto ai farmaci «off label», la semplificazione adottata, che fa cadere il vicolo di sperimentazione in capo all’Aifa, è orientata ad assicurare «cure più sicure ed economiche ai pazienti» che decidono di usare medicine che sono fuori dalle indicazioni del «bugiardino».

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