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Spending Review sugli Spiccioli Stop ai Pezzi da 1 e 2 Centesimi

Almeno per il momento l’Italia ha scelto la seconda ipotesi. Ieri la Camera ha approvato all’unanimità una mozione che potrebbe portare alla morte delle monetine da uno e due centesimi. Di fatto quegli spiccioli sono già fuori corso, perché non c’è macchinetta automatica che le accetti, né essere umano che le accolga con un sorriso quando gli vengono rifilate come resto. Ma adesso sono finite sotto la lente spietata della spending review con l’accusa di essere uno spreco perché costano più di quanto valgono.
Tra rame di rivestimento e macchinari di produzione, per fabbricare 1 centesimo
di euro ne servono 4 e mezzo, per la monetina da 2 centesimi ce ne vogliono 5,2. Fermando la loro produzione si stima che l’Italia risparmierebbe 20 milioni di euro l’anno. Per questo la versione originale della mozione presentata da Sergio Boccadutri, tesoriere di Sel, e appoggiata da tutti gli altri partiti, chiedeva di sospendere il conio delle monetine. In realtà il testo approvato dall’Aula è stato limato su richiesta del governo. E con una formula molto più vaga non parla più di stop alla fabbricazione ma solo di «misure finalizzate a ridurre in maniera significativa la domanda di monete
da 1 e 2 centesimi» da studiare «previa valutazione dell’impatto delle misure stesse sull’inflazione». Il modello è quello della Finlandia e dell’Olanda, dove i prezzi vengono arrotondati verso il basso ai cinque centesimi. Una regola prevista per legge che non vale per i singoli prodotti ma solo per il totale da pagare alla cassa che ha portato alla scomparsa di fatto delle monetine.

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