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Spending review, obiettivo 5 miliardi

ROMA — Un decreto di «manutenzione» dei conti, da varare tra il 22 e il 28 giugno, dovrebbe contenere i tagli della spending review, ma rafforzati rispetto alle previsioni: 5 miliardi per quest’anno, e non più 4,2, e altri 8-9 nel 2013. L’obiettivo resta quello di contenere l’aumento delle aliquote Iva del 10 e del 21%, evitandone l’effetto depressivo. Potrebbero venire da qui anche le risorse necessarie a fronteggiare l’emergenza terremoto, a meno che il governo non ottenga in sede europea di scomputarle dalle spese, considerandone il carattere eccezionale.
In sede di varo del decreto correttivo il governo dovrà affrontare il problema dell’andamento delle entrate tributarie che risultano inferiori di 3,5 miliardi nel primo quadrimestre rispetto alle previsioni del Def (documento economico e finanziario) nonché quello della spesa per interessi, legato all’aumento dello spread. È possibile che il governo chieda in sede europea un limitato sforamento del deficit per quest’anno, in considerazione della congiuntura negativa oltre che degli eventi calamitosi. Al momento non è possibile escludere altre correzioni.
Intanto ieri nella riunione del Comitato interministeriale sulla spending review, presieduta dal premier Mario Monti, cui hanno partecipato il sottosegretario alla presidenza Antonio Catricalà, i ministri Piero Giarda, Filippo Patroni Griffi, Corrado Passera, il viceministro Vittorio Grilli e il supercommissario Enrico Bondi, si sono fatti i conti. Tre miliardi verranno recuperati dal taglio della spesa per gli acquisti intermedi delle amministrazioni pubbliche, di cui si è occupato Bondi: la chiave di tutto starà nella centralizzazione degli acquisti presso la Consip e nella fissazione di tetti di spesa, a partire da quella sanitaria. Gli altri due miliardi dovrebbero venire dai tagli alla spesa corrente dei ministeri di cui si è occupato Giarda: su questo punto ieri si è convenuto che le proposte fatte dai singoli ministri sono ancora insufficienti. Monti avrebbe richiesto un ulteriore passaggio «anche per dare il buon esempio dal centro» sul piano dei tagli. Intanto si sta ragionando anche sulla «fase due» della revisione della spesa, quella più strutturale: accorpamento delle Province, taglio degli enti, limiti alla creazione di ulteriori quadri nella pubblica amministrazione e pensionamento di una parte di quelli attuali. Molte di queste operazioni comporteranno esuberi che verranno affrontati con la mobilità. Al momento di tagli di tredicesime non si è parlato, ma nulla è escluso per il futuro.
Dalla spending review non dovrebbero derivare risorse a copertura del decreto sulla crescita: il ministero di Corrado Passera sta lavorando per ottenere la «bollinatura» del provvedimento entro venerdì in modo da sottoporre il decreto al Consiglio dei ministri. Il nodo è il prelievo sulle assicurazioni straniere operanti in Italia da cui dovrebbero arrivare i 200 milioni necessari per completare la copertura del decreto. Il ministero starebbe fornendo alla Ragioneria ulteriori chiarimenti.
Intanto l’ultima bozza che circolava ieri conteneva alcune novità: la sospensione (e non solo il rinvio) del Sistri (sistema di tracciabilità dei rifiuti) fino a dicembre 2013, misura annunciata da Passera all’assemblea di Confartigianato. Inoltre il credito d’imposta del 35% avrebbe un limite massimo di 200 mila euro per chi assume a tempo indeterminato personale altamente qualificato.

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