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Spazio alla raccolta in 18 mesi

di Gaetano De Vito

Gli interessi e proventi derivanti da obbligazioni e altri titoli similari non sono più assoggettati a ritenuta con aliquote differenziate. Ciò, indipendentemente dalla loro durata e dal loro rendimento effettivo. È l'assunto da cui parte la circolare 11/E del 28 marzo 2012 sull'unificazione dell'aliquota dei redditi di natura finanziaria di cui al decreto 138/2012.
Fino al 31 dicembre 2011 gli interessi su questi strumenti finanziari subivano una ritenuta del 27% ridotta al 12,50% per quelli con scadenza non inferiore a 18 mesi e a condizione che il tasso di rendimento effettivo non risultasse superiore:
eal doppio del tasso ufficiale di riferimento per le obbligazioni e titoli similari quotate;
ral tasso ufficiale di riferimento aumentato di due terzi per le obbligazioni e titoli similari non quotati (over the counter).
Il decreto in commento ha stabilito una ritenuta unificata del 20 per cento. Per la raccolta effettuata dalle imprese tramite bond ne consegue un notevole beneficio posto che i tassi di mercato, in concorrenza con gli elevati spread sui bund tedeschi, che determinano un elevato rendimento dei BoT, avrebbero per lo più generato ritenute alla massima aliquota del 27 per cento.
Questi vincoli e condizioni continuano a operare con riferimento alla indeducibilità degli interessi passivi maturati sui suddetti strumenti in capo ai relativi soggetti emittenti.
La circolare offre l'importante precisazione secondo cui poiché l'aliquota della ritenuta è stata uniformata indipendentemente dalla durata dei titoli, e quindi anche con riferimento a quelli inferiori a 18 mesi, l'aliquota del 20% si applica anche nei confronti di questi ultimi. Per contro, precisa la circolare restano assoggettate al 20% anche i proventi da cambiali finanziarie inferiori a 18 mesi le quali prima del decreto, al fine di offrire vantaggi sulla raccolta a breve subivano il trattamento agevolato della ritenuta pari al 12,50 per cento.
Analogamente a quanto stabilito per gli interessi e altri proventi di bond italiani anche i proventi dei corrispondenti titoli emessi da soggetti non residenti subiscono ora lo stesso trattamento della ritenuta unificata del 20 per cento. Anche qui indipendentemente dalla durata. Salvo che si tratti di titoli obbligazionari emessi dagli Stati inclusi nella white list, sui quali continua ad operare la ritenuta del 12, 50% indipendentemente dalla durata.
Un'apertura arriva anche per i cosiddetti titoli atipici disciplinati dall'articolo 5 del decreto legge 30 settembre 1983, n. 512 i cui proventi sono ora assoggettati ad aliquota del 20% in sostituzione del 27 per cento. Titoli misti di capitale e di debito i cui proventi sono in parte anche agganciati ai risultati di gestione o di esercizio dell'ente emittente e che secondo la normativa precedente erano sempre assoggettati ad aliquota del 27% e quindi penalizzati dal mercato. Si apre pertanto uno spazio per i cosiddetti titoli partecipativi di cui all'articolo 2346 del Codice civile, inserito con la grande riforma del diritto societario del 2004, che finora non hanno avuto mercato proprio a causa dell'aliquota maggiorata ora non più applicabile. Si tratta di strumenti con particolari diritti determinati dallo statuto societario. Si va dalla possibilità di nominare un amministratore al diritto di conversione in altri strumenti finanziari o in partecipazioni azionarie.
Con riferimento alla decorrenza dal 1° gennaio 2012, gli intermediari che intervengono nella riscossione dei proventi derivanti da obbligazioni emesse da "grandi emittenti" dovranno provvedere ad addebitare gli interessi maturati al 31 dicembre 2011 nel conto unico dell'obbligazionista assoggettandoli a imposta sostitutiva del 12.50% per riaccreditarlo contestualmente simulando la cessione del titolo e il successivo riacquisto. Le modalità di addebito e accredito, ricorda la circolare, saranno demandate all'Economia con decreto. Tutti gli interessi percepiti successivamente al 1° gennaio 2012 sulle obbligazioni diverse da quelle emesse dai grandi emittenti sono e saranno assoggettati alla ritenuta del 20% all'atto della loro percezione.

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