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Spam vietata sulle Pec dei professionisti

Stop allo spam sulla Pec dei professionisti; la trasparenza amministrativa non scopre le sentenze integrali e Asl nel mirino delle ispezioni del 2018. Sono i tre argomenti trattati dalla newsletter del Garante della privacy del 28 febbraio 2018. Vediamo i dettagli.

Pec professionali – La privacy vieta lo spam sulle Pec dei liberi professionisti. Questo il principio applicato dal Garante, che ha vietato a una società e a un’associazione a essa collegata l’invio senza consenso di e-mail promozionali a avvocati, commercialisti, revisori contabili, consulenti del lavoro e notai, utilizzando i loro indirizzi Pec, reperiti dal registro Ini-Pec (Indice nazionale dei domicili digitali), dal sito www.registroimprese.it e dagli elenchi pubblicati da alcuni ordini provinciali (provv. n. 52 dell’1/2/2018). Per legge le Pec dei professionisti è appannaggio delle Pa per comunicazioni d’ufficio.

Foia e sentenze – A un comune è stata chiesta, utilizzando le norme sull’accesso civico (o Foia, e cioè il dlgs 33/2013), la copia di tutte le sentenze favorevoli ottenute in un quinquennio, per verificare se l’amministrazione avesse recuperato le somme derivanti dalle decisioni giudiziarie. Il Comune ha detto di no, fornendo un riepilogo anonimo con lo stato dell’arte quanto alla riscossione delle somme. La questione è stata portata al Garante, che ha confermato l’impostazione del comune (provv. n. 42 del 25/1/2018). Il Garante ha sottolineato che nelle sentenze integrali sono contenute informazioni delicate, come la qualità di debitore, l’impossibilità di restituire le somme a causa di un Isee basso, l’esistenza di vertenze di lavoro, o altri dati di tipo sensibile e giudiziario. Prevale la privacy, dunque. E la natura pubblica della sentenza non implica la conoscibilità, neanche con il Foia, da parte di chiunque di tutti i dettagli delle vicende degli interessati, magari anche minori.

Piano ispezioni – Dati sanitari a fini di ricerca, rating sulla solvibilità delle imprese, sistema statistico nazionale (Sistan), Spid, telemarketing. Sono questi i settori nel mirino del piano ispettivo del Garante per il primo semestre 2018 (provv. n. 49 dell’1/2/2018). Intanto il bilancio 2017 dell’attività ispettiva conta oltre mille procedimenti sanzionatori in più rispetto al 2016 (aumento del 307%). L’importo della sanzioni applicate è cresciuto arrivando a oltre 13 mln e 300 mila euro. Le sanzioni già riscosse sono state di circa 3 milioni e 800 mila euro (pari a un complessivo 15% in più rispetto al 2016).

Antonio Ciccia Messina

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