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Spagna sul baratro, Obama striglia la Ue

NEW YORK – Un crac delle banche spagnole è ormai così vicino che Madrid lancia un disperato Sos all´Unione.
Barack Obama torna a incalzare gli europei. E´ la seconda volta in due giorni. «Il senso di urgenza è estremo, occorrono misure immediate, siamo pronti a dare consigli all´Europa», dice la Casa Bianca. Ma la teleconferenza che riunisce ministri economici e banchieri centrali del G7 si riduce a un pressing sulla Germania senza risultati concreti: neppure un comunicato congiunto al termine del summit.
L´attenzione si sposta sul direttivo Bce di oggi, nella speranza di nuovi interventi di Mario Draghi: lo stesso Fondo monetario internazionale lo incoraggia a ridurre i tassi d´interesse per salvare l´eurozona dalla depressione. «I mercati si attendono di più e bisogna fare di più», dice il consigliere economico di Obama, Michael Froman.
La teleconferenza del G7 si è svolta all´insegna di una nuova escalation nell´emergenza spagnola. La Spagna non fa parte del G7, ma i ministri economici del Gruppo (Usa, Giappone, Germania, Inghilterra, Francia, Italia e Canada) si sono consultati in un clima da “assedio” per gli annunci in arrivo da Madrid. Il ministro spagnolo del Tesoro, Cristòbal Montoro, ha descritto una situazione ormai vicina alla crisi di liquidità per «l´accesso difficile ai mercati, proprio quando dobbiamo rifinanziare il debito». Il tasso sui bond spagnoli decennali è del 6,3% e il governo lo interpreta come una sfiducia dei mercati quasi insostenibile. Giovedì un test delicato a Madrid sarà un´asta per il collocamento di 2 miliardi di euro di titoli del Tesoro. Lo stesso Montoro ha lanciato un appello alle istituzioni europee perché aiutino la Spagna a ricapitalizzare le sue banche.
Occorrono 40 miliardi di euro, secondo la stima del banchiere Emilio Botìn (Banco Santander). Il G7 ha evocato apertamente la prospettiva di una fuga dalle banche spagnole, un assalto agli sportelli da parte dei risparmiatori in preda al panico.
Tra la Spagna e la Germania è in atto un braccio di ferro, sotto lo sguardo costernato dell´Amministrazione Obama che giudica irresponsabili le lentezze europee. Il gioco della cancelliera Angela Merkel è questo: ha accennato alla disponibilità verso una sorta di “unione bancaria europea”, con un organo di vigilanza comune come lo auspica Draghi. Non però fino al punto da finanziare un´assicurazione europea sui depositi bancari (sul modello della Federal Deposit Insurance Co. americana), quella che metterebbe definitivamente al riparo i risparmiatori greci e spagnoli. In quanto agli aiuti alle banche spagnole, la Merkel e la Bundesbank continuano a bloccare aiuti diretti dalla Bce o dal fondo salva-Stati. Vogliono invece che sia il governo spagnolo a chiedere ufficialmente un piano di salvataggio alla troika – Commissione Ue, Bce, Fmi – come hanno già fatto in precedenza Grecia, Irlanda e Portogallo.
Solo mettendosi sotto il “commissariamento” esterno, Madrid potrebbe attingere agli aiuti per la ricapitalizzazione delle sue banche. E´ proprio questa umiliazione politica, che il premier spagnolo Mariano Rajoy sta cercando di evitare. Ma i margini di manovra per il suo governo stanno rapidamente scendendo a zero.
Oggi tocca alla Bce dire la sua, e il Fondo monetario la incoraggia a fare di più. «E´ ovvio che c´è spazio per un altro taglio dei tassi», dichiara la direttrice del Fmi Christine Lagarde. I mercati però non si aspettano una decisione simile già da questa settimana. Sembra più probabile che Draghi attenda fino a luglio per scendere sotto la soglia dell´1%, mai varcata finora.
Entro giugno ci sono ancora degli appuntamenti importanti: il 17 si vota in Grecia in un´elezione che potrebbe segnare l´inizio dell´uscita dall´euro; subito dopo c´è il G20 che si tiene sotto la presidenza del Messico il 18 giugno e vedrà una nuova “manovra di accerchiamento” della Germania da parte degli Usa e dei Brics; poi a fine mese un altro summit europeo.
L´Amministrazione Obama parla di “urgenza estrema” perché è convinta che la situazione possa sfuggire di mano prima ancora di arrivare alla fine di giugno. La stessa Federal Reserve sta discutendo se ricominciare a pompare liquidità nel sistema bancario americano per isolarlo dal contagio dell´euro.
I contratti “ribassisti” che puntano sul tracollo dell´euro da parte degli hedge fund sono a un massimo storico.

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